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Il price cap su benzina e gasolio introdotto da Eni per i carburanti commercializzati da Enilive non è rimasto un caso isolato. Negli ultimi giorni anche altri operatori della distribuzione in Italia hanno adottato o annunciato iniziative per contenere i prezzi alla pompa, anche se le misure non coincidono affatto tra loro. Cambiano i valori applicati, cambiano le modalità e cambia pure la durata.
Dal 28 settembre 2026 Eni ha fissato per la rete Enilive un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio. Il limite vale inizialmente per 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine del 2026 a seconda dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti, salvo cambiamenti. Nei giorni successivi sono arrivate le mosse di SOCAR tramite Italiana Petroli (IP), di Q8 Italia e di Tamoil Italia, mentre cifre vicine a quelle di Enilive sono comparse anche in impianti appartenenti ad altre reti.
SOCAR e Q8 scelgono la strada dei limiti modulabili
Il 27 settembre 2026 SOCAR ha annunciato di voler calmierare i prezzi dei carburanti venduti in Italia dalla controllata IP, fissando un limite per benzina e gasolio lungo la propria rete. A differenza di Eni, però, il gruppo non ha indicato un unico prezzo massimo valido a livello nazionale. I valori vengono stabiliti in base alle esigenze necessarie a garantire la sostenibilità di una filiera composta da migliaia di operatori e l’applicazione procede in modo progressivo, partendo dalle stazioni a marchio IP. Il gruppo sta anche studiando come estendere il meccanismo agli impianti Esso e agli altri operatori che si riforniscono da IP e distribuiscono carburante con marchi propri. Nel comunicato non compare alcuna data di scadenza, salvo eventuali cambiamenti.
Q8 Italia è arrivata il 29 settembre con l’annuncio di un price cap in vigore dal 1° ottobre 2026 per 30 giorni. Anche qui niente tetto unico valido ovunque. La compagnia parla di un approccio modulare, coerente con le diverse realtà del proprio sistema distributivo, accompagnato da un supporto a gestori e partner per tenere in equilibrio i conti della filiera. Il risultato è che i listini possono variare da un distributore all’altro. In alcuni impianti Q8 Easy, per esempio, sono stati rilevati importi più bassi di circa 1 centesimo al litro rispetto ai massimi di Enilive, ma si tratta di valori praticati in singoli punti vendita e non di un nuovo limite nazionale comunicato dall’azienda.
Tamoil fino al 31 ottobre, Costantin segue la scia di IP
Tamoil Italia, società del gruppo internazionale Oilinvest, ha introdotto dal 1° ottobre 2026 una serie di misure per mitigare i prezzi nella propria rete a marchio. L’azienda spiega di aver accolto gli appelli di istituzioni e associazioni dei consumatori, tenendo conto sia dei benefici per chi fa rifornimento sia della sostenibilità economica delle attività legate ai distributori. L’iniziativa resterà valida fino al 31 ottobre 2026, salvo cambiamenti. Nemmeno Tamoil ha fissato un prezzo massimo nazionale. In diversi impianti sono stati rilevati prezzi self di 1,999 euro al litro per la benzina e 2,199 euro per il gasolio, cioè 0,9 centesimi sopra i limiti Enilive, valori che comunque non valgono per forza in tutte le stazioni del marchio.
Con un comunicato del 29 settembre 2026 anche Costantin ha annunciato prezzi calmierati presso le stazioni aderenti della sua rete. L’adesione, spiega l’azienda, è stata resa possibile dall’iniziativa di SOCAR e Italiana Petroli rivolta anche ai partner indipendenti. Il provvedimento riguarda quindi gli impianti che hanno aderito e non va esteso in automatico a ogni punto vendita con quell’insegna.
Energas, pompe bianche e il servizio del MIMIT
Al di là degli annunci ufficiali, prezzi allineati o molto vicini a quelli di Enilive sono comparsi in alcuni impianti Energas, in quelli di operatori come AF Petroli e Retitalia e in diversi distributori indipendenti, le cosiddette pompe bianche. In queste situazioni è importante tenere separato il prezzo esposto dal singolo gestore dall’eventuale esistenza di un tetto deciso dall’operatore su scala nazionale.
Per controllare le cifre praticate nei singoli punti vendita è disponibile Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Il servizio consente di consultare in tempo reale i prezzi di vendita negli impianti presenti su tutto il territorio nazionale e si basa sui dati che i gestori comunicano direttamente al Ministero, suddivisi per tipologia di carburante e modalità di vendita.
Fonte: TecnoAndroid








