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Molly Anderson, chi è la nuova Jony Ive del design Apple

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Dietro l’aspetto di ogni iPhone e di ogni MacBook oggi c’è soprattutto un nome, quello di Molly Anderson, la designer britannica che molti già considerano la nuova Jony Ive di Apple. Il paragone nasce dal ruolo che ricopre. È infatti Vicepresidente del Design Industriale nella nuova Apple guidata da John Ternus e risponde di tutto ciò che si percepisce tenendo in mano uno smartphone o aprendo un portatile della Mela.

Per capire il peso di questa posizione bisogna tornare alla fine degli anni Novanta, quando Steve Jobs, appena rientrato in azienda, decise che il design sarebbe diventato uno dei pilastri dell’azienda. Promessa mantenuta. Lo stile minimalista dei prodotti di Cupertino è riconosciuto ovunque e il merito più grande è stato di Jony Ive, capo del design fino al 2019. Quella poltrona non è rimasta vuota dopo la sua uscita, ma ha attraversato diversi cambi di struttura prima di arrivare all’assetto attuale.

Da Londra a Cupertino, il percorso di Molly Anderson

Come il suo celebre predecessore, anche Molly Anderson è londinese. È nata proprio nella capitale britannica, anche se non esistono informazioni sulla data di nascita e quindi la sua età resta sconosciuta. Si è formata alla Loughborough University, dove si è laureata in Design Industriale, per poi proseguire al Royal College of Art, una delle scuole più prestigiose al mondo, con un master in Design del Prodotto.

Prima di approdare in Apple ha lavorato come designer per tre realtà molto diverse tra loro, cioè Nokia, Barber Osgerby e Map Project Office. Proprio questa varietà di esperienze le ha probabilmente regalato una visione più ampia della disciplina. L’arrivo a Cupertino risale al 2014, quando Ive era ancora il volto del design aziendale. All’epoca nessuno la vedeva come futura erede, entrava semplicemente come membro del team guidato dal designer inglese.

Negli anni successivi, anche dopo l’addio di Ive, Anderson ha contribuito allo sviluppo di alcuni dei prodotti più importanti del marchio. Il suo ruolo preciso non è mai stato dettagliato, ma in quel periodo sono arrivati rilevanti restyling dei Mac e dispositivi nuovi come gli AirPods e Apple Vision Pro. Dopo Ive la direzione del design industriale era passata a Evans Hankey, che però ha lasciato l’azienda nel 2022. Ne è seguita una fase con una struttura diversa, in cui i responsabili intermedi riferivano direttamente a Tim Cook, amministratore delegato fino alle sue dimissioni arrivate quest’anno. Anderson guidava già il team da un paio d’anni, ma la nomina a Vicepresidente è stata resa pubblica solo a marzo 2026, quindi è possibile che nei primi due anni non avesse alcun potere esecutivo.

Cosa fa oggi e perché conta nella Apple di Ternus

Sopra di lei ora c’è soltanto John Ternus. La sua responsabilità copre tutti i prodotti fisici dell’azienda, accessori compresi, e arriva fino alle confezioni. Anche le scatole di un iPhone, del resto, sono studiate nei minimi dettagli. Il gruppo che dirige riunisce designer industriali e del colore, specialisti di scultura 3D e prototipazione, esperti di fattori umani, materiali e produzione. Tutti lavorano seguendo le sue direttive.

Apple le attribuisce la definizione di aspetti considerati decisivi per l’esperienza d’uso, come il suono dei dispositivi, la sensazione che trasmettono in mano o il modo in cui reagiscono alle interazioni. Il suo reparto va però distinto da quello del design dell’interfaccia, affidato a Steve Lemay. I due collaborano a stretto contatto, tanto da essere comparsi insieme durante la presentazione di iPhone Duo, ma Lemay si occupa appunto dell’interfaccia dei dispositivi.

Poco dopo la conferma di Ternus come successore di Cook era trapelato che il nuovo numero uno avrebbe rimesso al centro il design industriale, e la nomina ufficiale di Anderson ne rappresenta la prova più concreta. Il confronto con Ive è inevitabile ma va contestualizzato. Entrambi hanno guidato lo stesso settore, eppure questo non significa che lei debba ripercorrere i suoi passi o abbia le stesse responsabilità. Ive era diventato uno dei volti più riconoscibili della Mela, con un’influenza che superava l’hardware e toccava altre aree creative.

Anderson ha mantenuto finora un profilo pubblico molto più riservato. Le sue apparizioni in interviste e presentazioni sono aumentate, ma Apple non ha costruito attorno a lei un personaggio mediatico paragonabile a quello di Ive. Resta comunque una delle donne più influenti dell’azienda, alla guida di un reparto storicamente cruciale che negli ultimi anni dell’era Cook era rimasto più in ombra. Il suo lavoro sarà centrale per capire dove Ternus vuole portare il design dei prossimi prodotti Apple e quale posto tornerà a occupare questa disciplina nelle scelte strategiche dell’azienda.

Fonte: TecnoAndroid

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