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Hughesnet fallisce: Starlink si è mangiata i suoi clienti satellitari

Hughesnet ha depositato istanza di fallimento secondo il Chapter 11 domenica sera, e la ragione è una sola: la concorrenza di Starlink, il servizio internet satellitare di Elon Musk, si è mangiata pian piano gran parte dei suoi clienti. Il provider di internet satellitare, un nome che per anni ha rappresentato una delle poche opzioni per chi vive in zone remote, arriva a questo punto dopo un lungo periodo di emorragia di abbonati.

I numeri raccontano tutto meglio di qualsiasi commento. Quando Starlink è arrivata sul mercato nel 2020, Hughesnet contava circa 1,56 milioni di abbonati. Oggi quella cifra è scesa a 641.000. Una caduta netta, che ha eroso pian piano la base di clienti su cui l’azienda aveva costruito il proprio business.

Hughesnet: perché Starlink ha vinto la partita

La differenza sta tutta nell’altitudine. I satelliti di Starlink orbitano a circa 342 miglia dalla superficie terrestre, nella cosiddetta orbita terrestre bassa. Quelli usati da Hughesnet, invece, sono satelliti geostazionari che viaggiano a oltre 22.000 miglia di distanza. Questa distanza minore permette a Starlink di offrire velocità più alte e una latenza molto più bassa, che poi sono le due cose che contano davvero per chi naviga.

Lo ha ammesso senza giri di parole anche Robert Del Genio, chief restructuring officer di Hughesnet, in un documento depositato in tribunale domenica. Le costellazioni in orbita bassa, ha spiegato, hanno abbassato i costi per i consumatori ed entrano direttamente nei mercati che l’azienda serviva da sempre, proponendo un prodotto che supera la banda larga geostazionaria proprio su velocità e latenza.

Un recente report di Ookla ha messo nero su bianco il divario. Starlink ha registrato velocità mediane di 127 Mbps in download e 21 Mbps in upload, con una latenza di 39 ms. Hughesnet si è fermata a 49 Mbps in download e 4 in upload, con una latenza di 674 ms. Un valore così alto rende praticamente impossibili cose come il gaming online o le videochiamate.

Cosa succede ora ai clienti Hughesnet

La società madre di Hughesnet è EchoStar, che a giugno aveva già depositato istanze di fallimento per altre due aziende: Dish Wireless, che gestisce il servizio di telefonia Boost Mobile, e Dish DBS, dietro al servizio di TV satellitare Dish Network. A settembre dell’anno scorso EchoStar ha venduto spettro wireless per 17 miliardi di dollari, pari a circa 15,7 miliardi di euro, proprio a SpaceX, l’azienda che gestisce Starlink. Nonostante quella boccata d’ossigeno, Hughesnet dice di avere ancora 1,5 miliardi di dollari di debito in scadenza ad agosto che non riuscirà a ripagare.

Per gli abbonati, almeno sul breve periodo, non cambia nulla. L’azienda fa sapere che continuerà a servire i clienti residenziali, spostando però il proprio focus verso il mondo enterprise, governativo e della difesa. Nessun impatto immediato sul servizio, insomma, e nessuna interruzione prevista come conseguenza di questa procedura.

Detto questo, un consiglio ci sta: chi è cliente Hughesnet farebbe bene a guardarsi intorno il prima possibile. Quasi ovunque, oggi, ci sono opzioni migliori a disposizione, che si tratti proprio di Starlink oppure di un servizio 5G come quelli offerti dagli operatori mobili. Basta controllare quali provider coprono la propria zona per farsi un’idea di cosa si può ottenere.

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