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Il progetto multiplayer di casa PlayStation sta cambiando pelle, e non per scelta ma per necessità: Horizon Hunters Gathering sarebbe stato ridimensionato da Guerrilla Games, che avrebbe deciso di eliminare le componenti live service per trasformarlo in un titolo cooperativo più tradizionale, con tanto di modalità storia. Una virata netta rispetto all’idea iniziale, arrivata dopo i riscontri tutt’altro che entusiasti raccolti durante le sessioni di test a porte chiuse svolte nel corso di quest’anno.
Il punto interessante è che Sony non avrebbe cancellato tutto. Almeno per ora. Al team di sviluppo sarebbe stato concesso tempo fino alla fine dell’anno per convincere i dirigenti con il prossimo traguardo di produzione, una sorta di ultima chiamata prima che vengano prese decisioni definitive. Nel frattempo molte delle persone che lavoravano al gioco sarebbero già state spostate su un altro progetto, il quale a sua volta dovrà affrontare una valutazione nei prossimi mesi. Un clima di revisione continua, insomma, che dice parecchio su come stia procedendo la strategia dell’azienda in questo settore.
Cosa succede al prossimo Horizon single player
C’è un effetto collaterale non da poco in tutta questa storia. La maggior parte degli sviluppatori di Guerrilla Games era impegnata proprio su Horizon Hunters Gathering, mentre soltanto una squadra ristretta aveva iniziato a lavorare sul prossimo capitolo principale della serie. Tradotto: il seguito di Horizon Forbidden West sarebbe ancora lontano anni dal completamento. Chi sperava in un annuncio a breve termine dovrà mettersi il cuore in pace.
Sul fronte multigiocatore resta comunque attivo un altro tassello, ovvero Horizon Steel Frontiers, l’MMO pensato per PC e dispositivi mobili che però non viene sviluppato internamente ma affidato a NCSoft. Un progetto parallelo, con dinamiche e tempistiche proprie, che almeno sulla carta non dovrebbe essere toccato dai problemi che stanno investendo il titolo cooperativo.
La strategia live service di Sony continua a scricchiolare
Quello di Horizon Hunters Gathering è solo l’ultimo episodio di una serie piuttosto lunga. La spinta di Sony verso i giochi come servizio si è rivelata in gran parte disastrosa, con l’eccezione di Helldivers 2 che ha funzionato e ha salvato la faccia all’intera operazione. Nel 2022 la compagnia aveva annunciato l’intenzione di pubblicare dieci titoli live service entro marzo di quest’anno, obiettivo poi ridimensionato pesantemente con una lunga scia di cancellazioni, tra cui progetti legati ai marchi God of War e Spider-Man.
L’elenco continua. Nel 2023 Naughty Dog ha accantonato il gioco multigiocatore ambientato nell’universo di The Last of Us. Concord è stato una catastrofe, difficile trovare parole diverse. Persino l’acquisizione di Bungie non ha portato i frutti sperati, visto che lo studio ha chiuso lo sviluppo attivo di Destiny 2 e che Marathon non si è rivelato quel colpo sicuro che ai piani alti immaginavano.
Viene da pensare a quanti giochi first party in più Sony avrebbe potuto pubblicare negli ultimi anni se non avesse investito somme difficili anche solo da quantificare, oltre a una quantità enorme di risorse creative, nella rincorsa ai guadagni promessi dal modello live service. Il prossimo banco di prova in quest’ambito porta il nome di Fairgame$, che dovrà dimostrare se in casa PlayStation esiste ancora la possibilità di centrare quel successo tanto inseguito.
Nel frattempo il destino di Horizon Hunters Gathering resta appeso alla valutazione di fine anno, con un gioco profondamente diverso da quello immaginato all’inizio e una squadra che dovrà convincere i vertici con il materiale che riuscirà a mettere insieme nei prossimi mesi.










