In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Una batteria da 12.000 mAh dentro uno smartphone non è più soltanto un esercizio teorico, perché secondo il leaker Digital Chat Station Honor ci sta lavorando davvero e il progetto sarebbe già arrivato alla fase di produzione di prova, quella in cui si testano le linee prima di far partire i volumi veri. Numeri che fino a poco tempo fa avrebbero fatto pensare a un power bank con lo schermo attaccato sopra, e che invece oggi rientrano nel campo del possibile.
Il merito, se di merito si può parlare, va alle batterie al silicio carbonio, la tecnologia che nell’ultimo anno ha rimescolato le carte su autonomia e spessore dei telefoni. Il principio è semplice da spiegare anche senza entrare nel dettaglio chimico: a parità di volume occupato si riesce a immagazzinare più energia rispetto alle celle tradizionali al litio. Risultato, o si guadagna autonomia mantenendo lo stesso ingombro, oppure si tiene la stessa autonomia e si assottiglia il corpo del dispositivo. I produttori cinesi hanno spinto su questo fronte più di tutti, e Honor è finita costantemente tra i nomi più aggressivi nella corsa alla capacità.
Cosa dice la fuga di notizie sulla batteria da 12.000 mAh
Una precisazione va fatta subito, perché tra marketing e realtà tecnica c’è sempre un piccolo scarto. Il valore di 12.000 mAh sarebbe quello destinato alla comunicazione commerciale, mentre la capacità nominale effettiva si fermerebbe a 11.790 mAh. Differenza minima, nella sostanza, e comunque un dato che resta fuori scala rispetto a qualsiasi cosa si sia vista finora su un telefono di serie. Parliamo di una capacità che, sulla carta, permetterebbe di dimenticare il caricatore per giorni, non per ore.
Digital Chat Station non ha però specificato quale modello monterà per primo questa soluzione, e qui si apre il capitolo delle ipotesi. Il candidato più ovvio sarebbe Honor Power3, cioè il successore della linea che l’azienda ha costruito proprio attorno all’idea di autonomia estrema. A maggio si era già parlato di una cella compresa tra 11.000 e 12.000 mAh per quel dispositivo, ma indiscrezioni successive avevano corretto il tiro, indicando un valore più vicino ai 10.000 mAh. Il che lascia due possibilità: o le stime si sono riallineate verso l’alto, oppure la batteria da 12.000 mAh è destinata a un altro prodotto ancora.
Perché la corsa alla capacità non si è fermata
Va detto che questa rincorsa ai numeri grossi non nasce solo dal desiderio di stupire. Schermi più luminosi, processori più esigenti, funzioni di intelligenza artificiale che girano direttamente sul dispositivo: tutto contribuisce a consumare energia, e l’autonomia è rimasta uno dei pochi terreni su cui un produttore può ancora fare una differenza percepibile dall’utente comune. Un telefono che dura il doppio si nota subito, molto più di mezzo punto in più su un benchmark.
La sfida, per Honor, sarà far convivere una capacità del genere con spessori e pesi accettabili. Le celle al silicio carbonio aiutano parecchio in questo senso, ma la fisica resta la fisica e a un certo punto qualcosa deve cedere, di solito in millimetri o in grammi. Il fatto che la fase di produzione di prova sia già avviata suggerisce comunque che i tempi non siano lunghissimi, perché quel passaggio arriva quando il grosso della progettazione è stato chiuso.
Nel frattempo il listino attuale del marchio resta guidato da Honor Magic 8 Pro, il top di gamma più completo della gamma, proposto attorno ai 774 euro.










