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Harrison Ford oggi è uno dei volti più riconoscibili del cinema mondiale, ma sessant’anni fa un dirigente di uno studio hollywoodiano era convinto che non avrebbe combinato granché. La storia, raccontata dallo stesso attore, ha qualcosa di quasi comico se guardata con il senno di poi. Perché quel giovane con un nome giudicato troppo altisonante è diventato Indiana Jones, Han Solo e mille altri personaggi che hanno segnato generazioni di spettatori.
Un debutto e un consiglio che l’attore ha ignorato
Tutto comincia nel 1966, quando Ford appare per la prima volta sul grande schermo. Il film era Ladro e amante, una commedia diretta da Bernard Girard. All’epoca lavorava sotto contratto con la Columbia Pictures, guadagnando poco meno di 140 euro al giorno con i valori arrotondati di oggi. Non proprio una fortuna, insomma. E fu in quel periodo, agli albori della carriera, che gli dissero una cosa che nessun attore vorrebbe mai sentirsi dire.
“Mi chiamarono nell’ufficio del responsabile del programma per i nuovi talenti e mi dissero che non avevo futuro nel settore, cosa che mi andò benissimo”, ha ricordato in un incontro con Variety nel 2025. Non solo. Quel dirigente aveva anche qualche suggerimento pratico. Voleva che cambiasse nome, perché Harrison Ford gli sembrava troppo pretenzioso per un ragazzo così giovane, e che si tagliasse i capelli come Elvis Presley. Gli avevano perfino consegnato una foto del cantante da portare dal parrucchiere. Lui non ne fece nulla.
Il nome inventato e il contratto stracciato
Nel 2023, nel podcast Conan O’Brien Needs a Friend, l’attore aveva svelato altri dettagli, facendo anche il nome del dirigente in questione: Jerry Tokofsky. “Aveva quattro anni più di me e mi chiamava sempre ragazzo”, ha raccontato. Doveva presentarsi il giorno dopo con un nuovo nome e farsi tagliare i capelli prima di una conferenza. I capelli non li toccò, ma un nome se lo inventò davvero: Kurt Affair. “È un nome irlandese-tedesco”, ha spiegato con una certa ironia.
C’è anche un dettaglio che dice molto del carattere di Ford. Tokofsky gli propose di rescindere il contratto offrendogli due settimane di paga, dato che la moglie di allora, Mary Marquardt, era incinta. La risposta fu secca. “Dissi: No, va bene così. Addio. E me ne andai. Finì lì”. Alla domanda sul perché avesse rifiutato quei soldi, l’attore ha risposto: “Fu una stupidaggine, vero?”. Del contratto da sette anni ne durò circa uno e mezzo.
Anni dopo, i due si sono rincontrati. E il dirigente ha ammesso l’errore. “Lo incontrai in una stanza piena di gente. Mi aveva mandato un biglietto su cui aveva scritto: Mi sbagliavo. Mi guardai intorno e non riuscivo a ricordare chi fosse, poi mi salutò con un cenno del capo e mi sorrise, e pensai: Ah, sì, ti conosco”.
Oggi Harrison Ford ha 84 anni, compiuti in piena forma, e continua a lavorare senza alcuna intenzione di ritirarsi. Tra i suoi ultimi impegni ci sono le serie Terapia senza filtro e 1923, oltre al film del Marvel Cinematic Universe Captain America: Brave New World. Su sé stesso ha detto con la sua consueta schiettezza: “Sono un vecchio catorcio e devo proteggermi”.











