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Harrison Ford e il thriller bellico che pochi ricordano

Quando si nomina Harrison Ford, il pensiero corre subito a Indiana Jones oppure a Han Solo, personaggi entrati nell’immaginario di intere generazioni. Eppure la carriera dell’attore americano è molto più ampia di quei due nomi leggendari, e nasconde titoli che meritano attenzione ben più di quella ricevuta. Uno di questi è K-19: The Widowmaker, un thriller bellico che al momento dell’uscita non conquistò il pubblico né la critica, ma che resta uno dei lavori a cui Ford tiene di più.

Diretto da Kathryn Bigelow, il film è arrivato nelle sale il 13 settembre 2002, con una durata di due ore e diciotto minuti. Accanto a Ford ci sono volti noti come Liam Neeson e Peter Sarsgaard. E proprio la regista, secondo il racconto dell’attore, è stata il motivo che lo ha spinto a salire a bordo di questo progetto. “Ho ricevuto una sceneggiatura da Kathryn Bigelow e ho pensato che fosse una storia forte ed emozionante”, ha spiegato Ford parlando del film.

La storia del sottomarino sovietico K-19

La vicenda ruota attorno al primo sottomarino nucleare sovietico, il K-19, alle prese con una gravissima crisi nel 1961, nel pieno della Guerra Fredda. Ford veste i panni del capitano Alexei Vostrikov, che insieme al suo equipaggio deve scongiurare una catastrofe nucleare capace di far scoppiare un conflitto totale tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Un ruolo lontano dai personaggi che l’attore era abituato a interpretare, e forse è proprio questo che lo ha reso così speciale ai suoi occhi.

“Il mio personaggio era affascinante, molto diverso dai ruoli che di solito interpreto”, ha dichiarato Ford in un’intervista alla BBC. “Il film è unico. Non riesco a pensare a un altro film americano che racconti la storia di un’altra cultura senza far comparire personaggi statunitensi. In molti sensi è un tentativo di correggere la nostra visione del sistema sovietico in quel momento”. Parole che spiegano bene perché tenga tanto a questo lavoro.

Un flop al botteghino ma non nel cuore dell’attore

I numeri, va detto, non hanno premiato il film. Con un budget di 90 milioni di dollari, pari a circa 83 milioni di euro, K-19: The Widowmaker ne ha incassati circa 65, ossia poco più di 60 milioni di euro, al botteghino del 2002. Oggi il titolo raccoglie un 60 per cento di giudizi positivi da parte della critica su Rotten Tomatoes, con la definizione di “un dramma appassionante, anche se i realizzatori si sono presi qualche libertà con i fatti”.

Il film affronta temi come la responsabilità, la morale nei momenti di crisi e le tensioni geopolitiche di quegli anni. Lo scontro tra il capitano Vostrikov e il suo secondo, Polenin interpretato da Neeson, aggiunge uno strato di conflitto umano che, come è stato sottolineato, “eleva il film ben oltre il semplice thriller di guerra”. Per l’attore, insomma, resta una vera gemma del cinema bellico e un capolavoro di cui va profondamente orgoglioso, anche se non viene ricordato quanto i suoi grandi successi.

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