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Il sorpasso più chiacchierato del trimestre porta il nome di HarmonyOS, che in Cina ha superato iOS secondo i dati Counterpoint Research relativi al secondo trimestre 2026. Un dettaglio che da solo racconta quanto sia cambiata la geografia dei sistemi operativi mobili negli ultimi mesi, con il sistema di Huawei salito al 24% nel mercato cinese e Apple ferma al 18%. Nel frattempo, a livello planetario, Android continua a fare il padrone di casa, ma il quadro complessivo è meno statico di quanto si potrebbe immaginare guardando solo i titoli.
Partiamo dai numeri globali, perché aiutano a inquadrare tutto il resto. Android si attesta al 75% delle spedizioni totali di smartphone nel periodo compreso tra aprile e giugno, in crescita rispetto al 73% del trimestre precedente. iOS arriva al 20%, in leggera flessione dal 22% del primo trimestre, mentre HarmonyOS resta stabile al 5%. Curioso il fatto che, pur perdendo un paio di punti nel confronto trimestrale, la quota di iOS in questo trimestre sia la più alta mai registrata da Apple in un secondo trimestre, merito soprattutto della serie iPhone 17 e del contributo di iPhone 17e.
Il mercato arretra, ma le quote si muovono
C’è un dato che vale la pena tenere a mente prima di leggere le percentuali con troppo entusiasmo: il mercato globale ha registrato un calo dell’11% nelle spedizioni rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione ha colpito soprattutto le fasce entry level e mid tier, con effetti particolarmente sensibili nei mercati emergenti. Quindi le quote crescono o calano dentro una torta che si è rimpicciolita, e questo cambia parecchio la prospettiva.
Negli Stati Uniti la situazione merita un capitolo a parte. Apple resta davanti con il 51% delle spedizioni, ma Android è arrivato al 49%, praticamente appaiato. Il confronto con il quarto trimestre 2025 è impietoso per Cupertino, che allora aveva toccato il 69%. Un arretramento netto in pochi mesi. HarmonyOS, come prevedibile, non compare nei dati statunitensi a causa delle restrizioni che pesano sui dispositivi Huawei.
Cina, la strategia entry level di Huawei funziona
Il vero cuore del report è però il mercato cinese, dove le posizioni si sono rimescolate in modo evidente. Android resta primo con il 58%, ma il calo rispetto al 63% del primo trimestre è consistente. HarmonyOS passa dal 19% al 24%, superando iOS che si ferma al 18%, comunque in crescita dal 17% precedente.
Il motivo di questa impennata sta in una scelta commerciale piuttosto lucida. Huawei ha spinto HarmonyOS nella fascia entry level, mantenendo prezzi aggressivi e continuando a supportare anche i modelli più vecchi. In questo modo ha occupato uno spazio lasciato libero dall’aumento dei prezzi medi degli smartphone Android, soprattutto nelle città cinesi di fascia inferiore, dove il portafoglio conta più del marchio. Una mossa che ha trasformato la competizione cinese in una partita a tre, cosa che fino a poco tempo fa sembrava improbabile.
India, nessuna partita da giocare
Il contrasto con quanto avviene in India è netto. Qui Android tocca il 91% delle spedizioni, in leggero rialzo rispetto al 90% del trimestre precedente, mentre iOS si accontenta del 9%. Il divario si spiega con i prezzi dei dispositivi Apple, fuori portata per la maggior parte del pubblico locale, e con la presenza capillare di smartphone Android economici in ogni fascia di prezzo.
HarmonyOS non figura nemmeno tra le rilevazioni indiane, e al momento non ci sono elementi che indichino un cambio di rotta. Se Huawei decidesse di guardare con più attenzione al mercato indiano, lo scenario potrebbe muoversi, ma per ora il sistema operativo di Google non ha rivali credibili in quella che è una delle piazze più popolose del pianeta.










