In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Configurare un nuovo smartphone Android richiede pochi minuti, ma ci sono almeno cinque impostazioni da disattivare o quantomeno da controllare prima di considerare il telefono davvero pronto. Il rituale è sempre lo stesso: accensione, account Google, trasferimento di foto e contatti, riscaricamento delle app. Poi si comincia a usarlo. Peccato che diverse funzioni risultino già attive per impostazione predefinita, scelte per privilegiare la comodità più che la riservatezza. Nessuna di queste è pericolosa in sé, ma vale la pena decidere consapevolmente.
Una premessa pratica: i nomi dei menu cambiano parecchio a seconda della versione del sistema e dell’interfaccia del produttore, che si tratti di Samsung One UI, Google Pixel, Xiaomi HyperOS, Motorola o altre personalizzazioni. Quando un percorso non corrisponde, la scorciatoia più rapida resta aprire Impostazioni e usare la barra di ricerca interna digitando il nome della funzione.
Notifiche sulla schermata di blocco e permessi di posizione
Il primo intervento è anche il più immediato. Le notifiche sulla schermata di blocco permettono di leggere un messaggio senza sbloccare nulla, il che significa che chiunque abbia il telefono davanti può fare altrettanto. E non parliamo solo di WhatsApp, Telegram o SMS: sulla lock screen finiscono mail di lavoro, comunicazioni bancarie, appuntamenti. Il percorso di solito è Impostazioni, poi Notifiche, poi Notifiche sulla schermata di blocco, dove compaiono voci come Nascondi contenuti o Notifiche sensibili. Il compromesso migliore è lasciare visibile l’arrivo dell’avviso nascondendone il testo fino allo sblocco. In alternativa si può intervenire app per app.
Secondo controllo: le autorizzazioni di posizione. Google Maps ha ovviamente bisogno di sapere dove ci si trova mentre è in uso, e lo stesso vale per un’app di mobilità o di consegna cibo. Molto meno chiaro perché un gioco o un’app di shopping debbano conoscere gli spostamenti in continuazione. Da Impostazioni, Posizione, Autorizzazioni app si sceglie tra Consenti sempre, Consenti solo mentre usi l’app, Chiedi ogni volta e Non consentire. Su molti dispositivi esiste anche il controllo sulla posizione esatta, che consente di comunicare solo l’area approssimativa. La regola sensata è concedere l’accesso permanente soltanto quando serve davvero.
Luminosità adattiva, annunci e scansioni in background
La luminosità adattiva è attiva di serie quasi ovunque e regola lo schermo in base all’ambiente e alle abitudini di chi lo usa. Divide parecchio: c’è chi la trova comodissima passando dal buio al sole pieno e chi mal sopporta gli aggiustamenti automatici. Nel secondo caso basta andare in Impostazioni, Display, Luminosità adattiva e spegnerla, tornando al cursore manuale nelle Impostazioni rapide. Attenzione a un equivoco diffuso, però: disattivarla non allunga l’autonomia. Il display è tra i componenti più energivori e tenere manualmente una luminosità molto alta può consumare più della regolazione automatica.
Merita una visita anche la sezione Privacy degli annunci, raggiungibile più velocemente cercandola nelle Impostazioni visto che il percorso cambia da versione a versione. Lì compaiono opzioni come Argomenti degli annunci e Annunci suggeriti dalle app, disattivabili singolarmente. Va chiarito che spegnere la personalizzazione non elimina la pubblicità: gli annunci continueranno ad apparire, semplicemente certi meccanismi non verranno usati per renderli pertinenti. Queste impostazioni, tra l’altro, sono separate da quelle dell’Account Google, gestite dal Mio centro per gli annunci. Chi vuole ridurre la profilazione deve passare da entrambe.
L’ultima voce è nascosta tra i servizi di localizzazione. Android può usare reti e dispositivi vicini per capire dove si trova il telefono, tramite la scansione Wi-Fi e Bluetooth, funzioni diverse dai normali interruttori di connessione. Si trovano in Impostazioni, Posizione, Servizi di localizzazione. Disattivarle riduce l’attività in background, ma il guadagno di batteria sui modelli recenti è modesto, mentre la localizzazione al chiuso diventa più lenta e meno precisa.
Chiuso questo giro, un passaggio dal Gestore autorizzazioni, di solito sotto Sicurezza e privacy, mostra quali app usano fotocamera, microfono, contatti e posizione. Se un permesso appare incompatibile con la funzione dell’app, conviene revocarlo. Stesso discorso per le notifiche promozionali, disattivabili anche per singola categoria.










