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Il lungo video di approfondimento su GTA 6 trasmesso su Netflix ha avuto un effetto misurabile sugli scaffali, perché nella settimana successiva le vendite di PS5 e Xbox Series negli Stati Uniti sono salite del 14% rispetto ai sette giorni precedenti. Un numero che fa impressione in percentuale, molto meno se si guarda alle unità reali, ma che racconta bene quanto peso abbia ancora oggi il marchio Rockstar quando decide di mostrare qualcosa di concreto.
La presentazione estesa ha raccolto 31,1 milioni di spettatori in quattro giorni sulla piattaforma streaming, un risultato notevole se si considera che poche ore dopo lo stesso filmato era liberamente disponibile su YouTube. Il gioco si è mostrato in forma eccellente lungo tutta la durata dello showcase, e qualcosa si è mosso subito: le scorte di PS5 Pro sono sparite in fretta, segno che l’effetto annuncio ha spinto più di qualcuno a chiudere l’acquisto senza pensarci troppo.
Numeri in crescita, ma con le proporzioni giuste
I dati di mercato raccontano una crescita distribuita tra le due piattaforme. PlayStation è cresciuta del 17%, Xbox Series X|S del 9%, sempre nella settimana conclusa il 29 agosto. Il dettaglio che rimette tutto in prospettiva arriva subito dopo: l’incremento combinato tra i due ecosistemi vale meno di 8.000 unità. Tanto rumore, insomma, ma su volumi tutt’altro che enormi. Sul fronte britannico la dinamica è stata addirittura più marcata in termini relativi, con vendite di console salite del 33% per PlayStation e del 34% per Xbox. Due mercati diversi, comportamenti simili: quando GTA 6 si fa vedere per bene, il pubblico che era rimasto fuori da questa generazione comincia a guardarsi intorno.
Il vero freno si chiama prezzo
Resta però un nodo difficile da ignorare, ovvero quanto costa oggi entrare nella generazione attuale. PS5 Pro è arrivata a sfiorare quota mille, dopo che Sony ha alzato il listino di circa 130 euro, mentre le versioni standard di PS5 hanno preso un rincaro di circa 90 euro. Anche in casa Microsoft il copione è stato analogo, con aumenti tra i 90 e i 130 euro a seconda che si scelga il modello da 512GB o quello da 1TB.
Il risultato è prevedibile. Dopo la presentazione non sono poche le persone rimaste finora ai margini di questo ciclo hardware che hanno iniziato a chiedersi quale console prendere per GTA 6, e molte si sono fermate esattamente davanti al cartellino. Difficile dar loro torto, considerando che questa è l’unica generazione in cui le macchine sono diventate progressivamente più care man mano che il ciclo avanzava, ribaltando una consuetudine storica del settore.
La carenza di memorie pesa sul quadro
Dietro questi listini in salita c’è un problema industriale piuttosto concreto, cioè la carenza globale di RAM. Le forniture vengono dirottate verso il settore dell’intelligenza artificiale, con effetti a cascata sui costi di produzione dell’hardware da gioco. Ecco perché il balzo registrato dopo lo showcase, pur significativo, resta una frazione di quello che avrebbe potuto essere in condizioni di mercato più normali.
Il ragionamento è semplice: un aumento del 14% negli Stati Uniti e superiore al 30% nel Regno Unito arriva nonostante prezzi in crescita e disponibilità non sempre garantita. Con console più accessibili, la spinta commerciale generata da GTA 6 avrebbe probabilmente prodotto cifre assolute di ben altro tenore, invece di quelle poche migliaia di unità aggiuntive misurate oltreoceano.
Nel frattempo, sul gioco in sé, il vertice di Rockstar ha raccontato che GTA 6 non era ancora “del tutto formato” quando uscì il primo trailer, e che il brano di Tom Petty scelto per accompagnare quelle immagini funzionava come una sorta di dichiarazione d’intenti sulla direzione che il progetto avrebbe preso.








