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Cambia tutto ai piani alti dell’intelligenza artificiale di Google. L’azienda ha avviato una serie di riorganizzazioni profonde all’interno della divisione che si occupa proprio di questo settore, partendo dalle poltrone che contano di più. Il primo nome pesante è quello di Demis Hassabis, figura storica alla guida di Google DeepMind, che adesso si ritrova con un ruolo diverso e per certi versi ancora più ampio.
A confermare il tutto è stato Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet. Hassabis prenderà la carica di presidente di Google DeepMind e allo stesso tempo diventerà Chief Scientist dell’intera Alphabet, un incarico che di fatto lo mette al centro della strategia scientifica del gruppo. Non solo. Continuerà a guidare anche Isomorphic Labs, la controllata di Alphabet che punta a usare l’intelligenza artificiale per sviluppare nuovi farmaci. Un cumulo di responsabilità niente male, insomma.
Chi prende in mano la guida operativa
Con Hassabis proiettato su un livello più strategico e trasversale, qualcuno deve occuparsi della gestione quotidiana. E qui entra in gioco Koray Kavukcuoglu, fino a poco tempo fa Chief Technology Officer della divisione. La guida operativa di Google DeepMind passa nelle sue mani, con una promozione a Senior Vice President. Da adesso risponderà direttamente a Pichai, mantenendo però anche l’incarico di Chief AI Architect dell’azienda.
Un doppio cappello che dice parecchio sul peso specifico della persona. Kavukcuoglu si trova così a coordinare il lavoro di una delle realtà più importanti al mondo nel campo dell’intelligenza artificiale, quella che negli ultimi anni ha prodotto alcuni dei progressi più significativi del settore, dalle ricerche sui modelli linguistici fino alle applicazioni scientifiche più avanzate. La scelta di affidargli le redini operative sembra andare nella direzione di una gestione più snella, con i ruoli tecnici e quelli scientifici che vengono separati in modo più netto.
Il senso di questa riorganizzazione appare abbastanza leggibile. Da una parte Hassabis, con un profilo che guarda alla visione scientifica di lungo periodo e alle applicazioni più ambiziose, come quelle nel campo farmaceutico. Dall’altra Kavukcuoglu, chiamato a far funzionare la macchina giorno per giorno e a tenere insieme le tante anime di Google DeepMind. Due binari paralleli che dovrebbero permettere all’azienda di muoversi con maggiore rapidità in un momento in cui la corsa all’intelligenza artificiale non conosce pause.
Resta il fatto che si tratta di uno dei rimescolamenti più rilevanti visti dentro Alphabet negli ultimi tempi, con nomi che restano gli stessi ma con equilibri di potere che si spostano in modo evidente. Un segnale di come il colosso di Mountain View stia cercando di riorganizzarsi per affrontare al meglio le sfide che ha davanti.











