I nuovi Pixel 11 ormai non hanno più molti segreti, nonostante manchino ancora tre settimane all’evento Made by Google del 12 agosto a New York. Sono spuntati online ben 36 render stampa in alta risoluzione che mostrano tutte le colorazioni di Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, praticamente anticipando quello che Google mostrerà sul palco tra pochi giorni.
E attenzione, non parliamo di bozzetti amatoriali. Sono asset di marketing veri e propri, quel genere di immagini che finisce nelle campagne pubblicitarie ufficiali, quindi finiture e proporzioni sono da considerare affidabili. L’unica cosa che questi render non svelano riguarda l’hardware interno, dove tocca ancora affidarsi a leak separati.
Colori mai visti prima su un Pixel
Partiamo dalla novità che salta subito all’occhio, i colori. Il Pixel 11 base arriva in quattro tinte: Light Sterling, un lavanda pallido e non il solito grigio neutro, poi Moss, un verde oliva, Midnight Haze nella variante antracite e infine Fuchsia, un rosa magenta bello saturo che Google non piazzava su un flagship da anni. È senza dubbio la scelta più audace di tutta la gamma e probabilmente quella che dividerà di più.
Pixel 11 Pro e Pro XL condividono invece le stesse quattro finiture: Pine, un verde salvia con cornice champagne, Light Fog che è un menta pallido con cornice argento, ancora Midnight Haze e poi Dune, ovvero il rame corallo con cornice in oro lucido già intravisto nell’invito ufficiale all’evento. Questi render sono la prima occasione per vedere Dune da più angolazioni, e confermano che la cornice dorata è presente su entrambe le taglie Pro.
Del resto Google si era già tradita da sola, pubblicando per errore una foto di Pixel 11 Pro sul proprio sito. L’invito diffuso il 7 luglio mostrava un’animazione con cornice dorata lucida, e a questo punto Dune sarà quasi certamente il colore protagonista del keynote.
Tensor G6 e le altre specifiche in arrivo
Sul design non ci sono grandi sorprese. L’isola a pillola flottante per le fotocamere è confermata su tutti e tre i modelli, il foro per la selfie camera resta centrato, le cornici sono uniformi sui quattro lati e il frame è piatto con angoli arrotondati. Chi possiede già un Pixel 10 riconoscerà la silhouette al primo sguardo.
La parte più interessante sul fronte foto è che tutti e tre i modelli montano un sistema a tripla fotocamera posteriore: grandangolo, ultra grandangolo e teleobiettivo periscopico 5x. Il 5x era già arrivato con Pixel 10 base e per il 2026 Google non torna indietro.
Nessuna di queste informazioni ha ancora il timbro ufficiale di Google, ma i leak combaciano tra loro. Il cuore della serie sarà il Tensor G6, il primo chip Google prodotto a 2 nm da TSMC, con una configurazione insolita a 7 core (1+4+2), una nuova GPU PowerVR, il chip di sicurezza Titan M3 e il modem MediaTek M90 al posto dell’Exynos Samsung. Un dettaglio, quest’ultimo, che potrebbe pesare parecchio. Con questa mossa Google potrebbe addirittura battere Apple sul processo a 2 nm.
Cambia anche lo storage. Il taglio da 128 GB sparisce e il punto di ingresso diventa 256 GB su tutta la gamma, una scelta legata all’aumento dei prezzi delle memorie. I prezzi trapelati parlano di Pixel 11 a circa 830 euro (100 in più rispetto a Pixel 10), Pixel 11 Pro intorno ai 1.020 euro e Pixel 11 Pro XL sui 1.200 euro. Per l’Italia non ci sono ancora cifre ufficiali, ma i prezzi europei trapelati fanno intuire aumenti simili.
Le batterie trapelate sono nominalmente più piccole rispetto alla generazione precedente (4.840 mAh, 4.707 mAh e 5.000 mAh), anche se Google potrebbe dichiarare autonomie tipiche in linea con il passato. Insieme a questi tre modelli, all’evento del 12 agosto sono attesi anche il Pixel 11 Pro Fold e il Pixel Watch 5.
La vera storia di questa generazione, alla fine, non sono i colori, per quanto Fuchsia e Dune siano le scelte più coraggiose di Google da tempo. È il Tensor G6 a 2 nm a stabilire se i Pixel 11 faranno davvero quel salto di qualità che i fan aspettano, e se il passaggio a 256 GB base verrà letto come un valore aggiunto oppure come un semplice aumento di prezzo camuffato.






