Google Foto potrebbe presto liberarci dal fastidio di scarabocchiare a mano sopra un numero di targa o un codice fiscale prima di condividere uno scatto. Chi non lo ha mai fatto, del resto, che alzi la mano. Il vecchio trucco del pennello digitale funziona, sì, ma resta una soluzione grezza, poco precisa e spesso francamente brutta da vedere. Ora però qualcosa si muove, e a quanto pare l’app sta preparando uno strumento pensato apposta per oscurare le parti delicate di una foto.
Come funziona il nuovo strumento Redact
Il tool in arrivo si chiama Redact e compare nella sezione Markup, quella dove già oggi trovano posto Penna, Evidenziatore e Testo. Il nome dice tutto e una riga di codice lo conferma senza troppi fronzoli: serve a coprire le aree sensibili delle immagini. L’indizio è emerso da un’analisi del codice della versione 7.85.0 dell’app per Android, quindi si parla di qualcosa che è ancora dietro le quinte, non certo pronto per finire tra le mani di tutti.
E qui arriva la nota dolente. Al momento il pulsante, appena viene toccato, manda in crash l’intera applicazione. Tradotto: la funzione è in piena fase di sviluppo e non c’è modo di capire davvero come si comporterà una volta rifinita. Non è chiaro, per esempio, se Google punterà sulla pixelatura, su una sfocatura vera e propria, su un effetto a mosaico o su un metodo del tutto diverso. Insomma, ci sono le fondamenta ma il palazzo è tutto da costruire.
Un ritardo rispetto alla concorrenza Android
Va detto che, se e quando la funzione arriverà, Google Foto non farà certo da apripista. Altri produttori del mondo Android si sono mossi da un pezzo. Samsung Gallery offre già da tempo una specie di pennello a mosaico, mentre OPPO e OnePlus hanno alzato l’asticella con la funzione Pixel. Il meccanismo è semplice e intelligente allo stesso tempo: basta toccare “Pixel” nell’editor integrato e il sistema individua da solo le informazioni personali presenti nell’immagine, censurandole in automatico. Se poi il riconoscimento non azzecca tutto al primo colpo, resta comunque la possibilità di intervenire a mano.
La speranza, guardando a cosa sta preparando Google, è che l’azienda non si accontenti di una semplice opzione manuale ma segua la strada tracciata da OPPO e OnePlus, con il rilevamento automatico dei dati sensibili. Sarebbe il salto di qualità che davvero cambierebbe le carte in tavola. Detto questo, anche una versione soltanto manuale rappresenterebbe già un bel passo avanti rispetto all’imbarazzante alternativa del pennarello digitale usato un po’ a caso, con quel risultato pasticciato che tutti conosciamo.
Per ora resta un lavoro in corso, con più domande che risposte. Ma il fatto stesso che il codice contenga già la voce Redact lascia intendere che l’idea è ben oltre la fase embrionale, e che prima o poi lo scarabocchio improvvisato potrebbe andare finalmente in pensione.


