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Samsung Notes: la funzione nascosta che sincronizza audio e appunti

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Chi usa uno smartphone Samsung probabilmente ha sotto il naso da anni una funzione che pochissimi conoscono. Il registratore vocale integrato in Samsung Notes, capace di legare ogni parola scritta al momento esatto in cui è stata digitata durante la registrazione. Sembra un dettaglio da poco, invece cambia il modo di prendere appunti, soprattutto a lezione o in riunione. E cambia anche il concetto stesso di “appunti fatti male”, perché con questo sistema scrivere poco non è più un problema.

Il ragionamento di chi ha passato anni all’università senza mai registrare una lezione è comprensibile. Riascoltare due ore di audio dopo una giornata già pesante non attira nessuno, e trovare il punto giusto dentro una registrazione lunghissima significa andare per tentativi. Figurarsi un mese dopo, quando il ricordo di quella specifica lezione si è mescolato con altre dodici. Meglio appunti scritti, dettagliati quanto il tempo concedeva. Poi però arriva la scoperta di questa funzione e il quadro si ribalta.

Samsung Notes: come funzionano le note sincronizzate con l’audio

Attivare la registrazione dentro Samsung Notes richiede pochissimi tocchi: si apre l’app, si crea una nuova nota, si preme l’icona più e si seleziona Registrazione vocale. Da lì in poi si scrive normalmente. La parte interessante arriva dopo, durante la riproduzione. Le parole appaiono inizialmente in grigio e vengono evidenziate una alla volta man mano che l’audio raggiunge il punto in cui erano state digitate. Toccando una parola qualsiasi, la registrazione salta direttamente a quel momento.

Il risultato è che si possono prendere appunti volutamente scarni. Basta scrivere “Introduzione” all’inizio, “Conclusioni” alla fine e qualche frase secca per marcare i passaggi chiave. Appunti che di solito, riletti settimane dopo, non direbbero nulla. Qui invece funzionano da segnalibri: il contesto lo fornisce l’audio agganciato a ogni riga.

Durante la registrazione si può scrivere con la tastiera, con la S Pen o disegnare a mano libera, e tutto viene mappato sulla traccia audio. Una volta fermata la registrazione, invece, qualsiasi cosa venga aggiunta resta indipendente. Cancellare un testo mappato elimina anche il relativo salto temporale, mentre correggere l’ortografia di una parola lascia il resto della parola come ancora al punto di riproduzione.

Interruzioni, limiti e la funzione nascosta da anni

Qualche prova sul campo ha mostrato dove il sistema si ferma. Minimizzare l’app o aprirne altre non interrompe la registrazione. Aprire la fotocamera sì, e lo stesso vale per una chiamata a cui si risponde. Curiosamente, anche una chiamata WhatsApp in arrivo chiude la sessione pure senza rispondere, mentre una telefonata normale non la interrompe finché non viene accettata. Quando la registrazione si ferma, viene salvata in automatico e non si può riprendere: si può però avviarne una nuova nella stessa nota, che finisce sulla stessa linea temporale. L’inizio di ogni nuova clip appare come un rigonfiamento sulla timeline, e toccando l’icona a lista in alto a destra si può scegliere quale spezzone ascoltare, in ordine di registrazione.

Condividendo la nota nel formato nativo di Samsung Notes si conservano audio e salti temporali. Con altri formati l’audio sparisce o resta come file separato. La sincronizzazione, va detto, funziona solo con il registratore interno all’app, non con l’app Registratore vocale.

Ci sono poi le funzioni di intelligenza artificiale: trascrizione automatica con etichette per i diversi interlocutori, riassunto del testo trascritto e traduzione tra lingue. Si attivano toccando l’icona della registrazione vocale in alto, poi il menu a lista e infine l’icona Speech to text accanto all’audio scelto. La qualità però dipende tutto dall’audio di partenza: con una registrazione fatta lontano da chi parlava, la trascrizione ha inventato parole e interi paragrafi. Con audio pulito i risultati migliorano. Per i casi difficili c’è l’AI Audio eraser, raggiungibile dalla stessa schermata della registrazione.

La sorpresa più grande riguarda l’età di questa funzione. Non è una novità legata all’IA: Samsung l’ha introdotta come Audio Bookmark nel mese di agosto 2020 con Galaxy Note20, portandola poi su Galaxy S20. Il che significa che era già presente su S20, S22+ e S23+. Su Android le note sincronizzate con l’audio restano comunque rare: Google Keep non le offre, GoodNotes limita la funzione a iOS e Notability la richiede via abbonamento oltre le prime cinque note.

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