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Il pulsante “Cerca con Google” potrebbe avere i giorni contati, almeno stando a quello che sta accadendo sulla home page più visitata del pianeta. Big G starebbe infatti sperimentando, su una fetta ristretta di utenti, una versione rinnovata della sua pagina iniziale, quella rimasta praticamente immutata per oltre vent’anni. Al posto del bottone storico compaiono tre scorciatoie dedicate all’Intelligenza Artificiale: “Chiedi informazioni sui file”, “Brainstorming” e “Crea immagini”. Un cambio di rotta piccolo nell’aspetto, enorme nella sostanza.
La logica dietro la modifica è abbastanza leggibile. La home page di Google smette di essere una porta d’ingresso verso i risultati web e diventa una specie di plancia di comando per attività interattive, tutte costruite attorno ai modelli Gemini. Non più solo una casella dove digitare una domanda e attendere dieci link blu, ma un punto di partenza per lavorare, ragionare, produrre qualcosa.
Cosa fanno le tre nuove scorciatoie
La prima, “Chiedi informazioni sui file”, permette di caricare documenti o PDF e poi rivolgere domande all’intelligenza artificiale sul loro contenuto. Utile per chi si trova davanti un contratto lungo trenta pagine oppure un report che nessuno ha voglia di leggere riga per riga. La seconda, il Brainstorming, apre invece una conversazione più libera, senza un obiettivo predefinito, pensata per sviluppare idee insieme all’assistente e magari arrivare da qualche parte partendo da un’intuizione vaga.
Entrambe queste funzioni restano accessibili anche senza un account Google, dettaglio non banale visto che abbassa parecchio la barriera d’ingresso. Chi capita sulla pagina può usarle e basta, senza login, senza passaggi intermedi.
Discorso diverso per la terza scorciatoia, “Crea immagini”, che richiede invece l’accesso al proprio profilo. Una scelta che ha tutta l’aria di essere legata ai costi computazionali: generare immagini con modelli come Nano Banana pesa molto più che rispondere a una domanda testuale. Limitare la funzione ai soli utenti registrati serve, in pratica, a fare una scrematura naturale del traffico e a tenere sotto controllo il carico sui server.
Cosa resta e cosa sparisce
Nella nuova interfaccia sopravvivono il pulsante dedicato ad AI Mode e il vecchio “Mi sento fortunato”, quel bottone che quasi nessuno preme più ma che nessuno ha mai avuto il coraggio di rimuovere. Sparisce invece proprio il “Cerca con Google”, l’elemento più riconoscibile della pagina, quello che generazioni di utenti hanno cliccato senza pensarci. Se il test dovesse dare risultati positivi, potrebbe uscire di scena in via definitiva.
Al momento si tratta di una sperimentazione limitata e gestita lato server, distribuita a una cerchia ristretta di persone su browser diversi. Significa che la maggior parte degli utenti continuerà a vedere la home page classica ancora per un po’, senza accorgersi di nulla. Non c’è alcuna conferma ufficiale sul fatto che questo diventi il design definitivo, ma il solo fatto che la prova sia in corso racconta parecchio delle intenzioni dell’azienda.
Il contesto aiuta a capire. La ricerca web tradizionale resta il cuore del business, però la spinta verso strumenti conversazionali e generativi è ormai evidente in ogni prodotto della casa. Spostare le scorciatoie AI in prima fila, nel punto più visibile e più visitato dell’intero web, è il modo più diretto per abituare le persone a usarle. Una vetrina che nessun banner pubblicitario potrebbe mai eguagliare.
Il test è visibile anche su Google.it, quindi anche in Italia c’è chi si è ritrovato davanti la nuova versione della pagina senza aver richiesto nulla. Nessun annuncio, nessuna comunicazione preventiva, solo un’interfaccia diversa al posto di quella di sempre.










