In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Electrify America, uno dei nomi più noti della ricarica per auto elettriche negli Stati Uniti, sembra sempre meno interessata a mettere il proprio marchio in bella vista. L’azienda sta spingendo con decisione il suo servizio di ricarica white label, un modello che permette ai commercianti di applicare il proprio nome sulle colonnine mentre la parte più complicata del lavoro resta nelle mani di Electrify America, lontano dagli occhi del pubblico. Tra le aziende che lo hanno già adottato figurano nomi come Costco e Wawa.
Il programma si chiama Powered by Electrify America e a dirla tutta non è affatto una novità. È nato nel 2020 e da allora è cresciuto senza troppo clamore, fino a superare le 100 stazioni con quasi 600 caricatori installati. Numeri ancora contenuti se messi accanto alla rete di proprietà dell’azienda, che conta più di 5.600 caricatori distribuiti in oltre 1.080 stazioni. Eppure la strada indicata da questa iniziativa lascia intravedere un futuro piuttosto interessante per la ricarica pubblica.
Electrify America: come funziona il modello pensato per i rivenditori
Il punto di partenza è semplice. Invece di limitarsi a ospitare una stazione Electrify America nel proprio parcheggio, un’insegna commerciale può di fatto costruirsi una rete di ricarica tutta sua. Gli impianti diventano di sua proprietà e spetta all’azienda decidere il marchio, le tariffe e la progettazione del sito. Non solo. Può anche integrare la ricarica nei suoi programmi fedeltà e accedere ai dati sull’utilizzo delle stazioni, sulle singole sessioni e sul comportamento dei clienti.
Electrify America, dal canto suo, si fa carico di tutto quello che gli automobilisti non vedono mai e che di solito rappresenta la parte più faticosa. Si parte dallo studio di fattibilità e dalle pratiche per i permessi, poi arrivano la costruzione, la messa in servizio e la manutenzione nel tempo, oltre al supporto tecnologico e alla gestione di backend. L’hardware attuale gestisce potenze fino a 350 kW e la società fa sapere che la sua infrastruttura si sta preparando ad accogliere il connettore NACS/J3400.
Perché il modello piace a Costco e agli altri commercianti
I vantaggi per chi vende sono abbastanza evidenti. Chi si ferma in una stazione di servizio tradizionale impiega più o meno cinque minuti per fare il pieno e poi riparte. Secondo Electrify America una tipica sessione di ricarica dura invece tra i 20 e i 30 minuti. Si tratta di un intervallo decisamente più lungo, durante il quale chi aspetta potrebbe essere invogliato a spendere di più all’interno del negozio rispetto a quanto farebbe normalmente.
C’è poi un aspetto ancora più rilevante, che riguarda il legame con la clientela. I rivenditori non sono costretti a cedere quel rapporto a una società esterna specializzata nella ricarica. Possono stabilire i prezzi in piena autonomia, rivestire le colonnine con la propria identità visiva e magari sfruttare il servizio per rafforzare abbonamenti o iniziative di fidelizzazione già avviate. Un discorso che diventa particolarmente interessante per una realtà come Costco, dove la tessera associativa è già il cuore dell’intero modello di business.
Lo schema, almeno sulla carta, offre qualcosa a ciascuno dei soggetti coinvolti. Con Powered by Electrify America l’azienda vende infrastruttura e competenze, i commercianti ottengono reti di ricarica che portano il loro nome e gli automobilisti dovrebbero trovare un’esperienza più uniforme e coerente su un numero maggiore di marchi e di stazioni. È proprio quello che i proprietari di auto elettriche negli Stati Uniti chiedono ormai da parecchio tempo.
Fonte: TecnoAndroid








