Parlare del GMKtec NucBox EVO T2S significa parlare di quello che oggi rappresenta uno dei Mini PC più ambiziosi in circolazione, spinto dal nuovo processore Intel Core Ultra X7 358H basato su architettura Panther Lake. GMKtec, azienda con base a Shenzhen e ormai veterana in questo settore, ha costruito negli anni partnership solide con AMD, Intel e Microsoft. Il risultato è una gamma che va dai modelli entry level fino a soluzioni pensate per chi vuole il massimo. E questo EVO T2S, proposto a circa 1.930 euro, punta dritto proprio a quella fascia alta.
Il modello è di fatto l’erede dell’EVO T1 testato lo scorso anno con il chip Core Ultra 9 285H. Rispetto al predecessore troviamo specifiche migliori e una dotazione di porte più ricca, con un occhio di riguardo per chi lavora nella produttività, nella creazione di contenuti, nel multitasking spinto e persino per chi usa modelli di intelligenza artificiale in locale. Non manca il gaming, ovviamente.
Il cuore è la CPU Intel Core Ultra X7 358H, una delle quattro varianti della serie X nella famiglia Panther Lake, con la iGPU Arc B390 completa. Sedici core totali, suddivisi in 4 P-Core, 8 E-Core e 4 LPE core, con frequenza base di 1,9 GHz che sale fino a 4,8 GHz sui P-Core. Il TDP parte da 25W e arriva a 80W di potenza massima in turbo, mentre in configurazione minima può scendere a 15W. Sul fronte grafico l’Arc B390 sfrutta l’architettura Xe3, con 12 core Xe a 2,50 GHz e fino a 122 TOPS. La NPU5, invece, garantisce 50 TOPS e supporta i principali framework come OpenVINO, WindowsML, DirectML e ONNX RT.
GMKtec NucBox EVO, memoria, storage e connessioni: dove il T2S fa la differenza
La memoria è un capitolo interessante. Parliamo di 64 GB di LPDDR5X a 8533 MT/s, saldati sulla scheda, quindi la scelta della configurazione va fatta con attenzione perché non si potrà espandere in seguito. Lo storage, invece, resta aggiornabile grazie a due slot M.2 capaci di ospitare fino a due drive da 8 TB. GMKtec propone due versioni, entrambe con 64 GB di RAM ma con storage diverso. Una monta un SSD da 1 TB Gen 4×4, l’altra un modulo da 853 GB definito AI SSD, un Phison aiDAPTIV+ tarato per i modelli LLM e con prestazioni superiori in ambito AI.
Sulle porte GMKtec non ha lesinato. Sul davanti trovano posto una USB 2.0 Type-A, due USB 3.2 Gen2 Type-A, una USB4 da 40 Gbps Type-C, un jack audio da 3,5mm oltre a tasto di accensione e reset. Sul retro la dotazione si fa ancora più corposa, con due porte LAN da 2.5 GbE e 10 GbE, un’altra USB4, uscite DP e HDMI, la comoda porta OCuLink per collegare una GPU esterna e uno slot Kensington. Roba da far invidia a molti PC ben più grandi.
Anche il BIOS è stato rivisto rispetto al K13. La voce più utile è la Power Limit Select, che offre tre profili. High Performance con target da 54W, Balanced a 45W e Quiet a 35W. Un dettaglio da tenere a mente, anche impostando un TDP superiore ai 60W nel BIOS il sistema tornerà comunque a 60W al riavvio.
Design e prestazioni sul campo
Esteticamente il NucBox EVO T2S arriva in una confezione argento dal look pulito, con dentro il Mini PC, manuale, alimentatore da 148,2W, cavo di alimentazione e cavo HDMI. I Mini PC di GMKtec si riconoscono al volo per il loro design bicolore. Frontale metallico in tonalità oro champagne, telaio con guscio esterno in plastica e struttura interna in alluminio. Tre prese d’aria distribuite tra parte alta, retro e fondo garantiscono un buon ricircolo. All’interno lavorano due ventole, una da 92mm per SSD e memoria e una di tipo blower dedicata alla CPU.
Sul piano prestazionale i numeri raccontano una storia curiosa. Nel test 3DMark CPU Profile l’EVO T2S resta sorprendentemente vicino al 285H, che pure ha più P-Core, frequenze più alte e un PL maggiore. In Blender il testa a testa continua, con i chip AMD Ryzen che mostrano ottimi risultati su tutta la suite. Le frequenze più contenute portano a un single core leggermente inferiore rispetto al 285H, ma il divario si colma bene nei carichi multi thread. In Cinebench 2024 e 2026 lo schema si ripete su entrambi i fronti, mentre in Geekbench 6 il 358H si prende la rivincita risultando più veloce sia in single core sia, con buon margine, in multi core.










