La Genesis Mission è il progetto con cui gli Stati Uniti puntano a spingere la ricerca scientifica grazie all’intelligenza artificiale, mettendo sul piatto oltre 5 miliardi di dollari, cioè più o meno 4,6 miliardi di euro, distribuiti tra numerose agenzie federali. La Casa Bianca e il Dipartimento dell’Energia hanno finalmente chiarito che tipo di lavoro verrà svolto, dopo che l’iniziativa era nata lo scorso novembre attraverso un ordine esecutivo. L’obiettivo, dichiarato in modo piuttosto ampio, è usare l’IA per accelerare le scoperte scientifiche in campi che vanno dalla salute alla difesa nazionale.
A guidare il tutto c’è il Dipartimento dell’Energia, ma non è l’unico protagonista. Attorno alla Genesis Mission ruotano ormai almeno 15 agenzie federali. Tra queste il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, i National Institutes of Health, il Dipartimento dei Trasporti, quello degli Interni, la NASA, la National Science Foundation, il Dipartimento della Guerra, quello dell’Agricoltura e il Dipartimento del Commercio. Una macchina complessa, insomma, con i fondi spalmati su tutti questi dipartimenti e un coordinamento che si preannuncia tutt’altro che semplice.
Le sfide scientifiche e i partner privati coinvolti
I partecipanti lavoreranno per centrare quelle che vengono chiamate National Science and Technology Challenges, contribuendo con premi alla ricerca, opportunità di finanziamento, set di dati scientifici specializzati e strutture dedicate. Le aree toccate sono parecchie. Sul fronte sanitario si punta a trovare le cause profonde delle malattie croniche. Per l’energia l’obiettivo è potenziare la rete elettrica in modo da alimentare l’economia americana. E poi c’è la difesa nazionale, con temi come l’individuazione precoce e l’attribuzione delle minacce biologiche.
Non finisce qui. Un altro blocco di sfide riguarda il rafforzamento dell’industria statunitense in settori come la microelettronica, la biologia e gli armamenti. A completare il quadro c’è una categoria più generale, quella delle sfide di scoperta, che abbraccia campi affascinanti come lo spazio e l’astronomia, i laboratori autonomi, il calcolo quantistico, la creazione di nuovi materiali e la modellazione dei sistemi viventi. Un ventaglio ampio, che spiega bene perché servano così tante agenzie e così tanti soldi.
Sul progetto ci sono anche partner privati. Microsoft ha messo in piedi un ufficio dedicato chiamato SPARK, acronimo di Scientific Partnership Advancing Research & Knowledge, con il compito di coordinare gli sforzi di ricerca. L’azienda sostiene la Genesis Mission anche mettendo a disposizione crediti per il cloud computing e per l’intelligenza artificiale, due risorse che, viste le ambizioni del programma, non saranno certo un dettaglio marginale.


