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Gemini controllato da un invito al calendario: ecco i dettagli
Lo studio, Invitation Is All You Need, analizza quattordici diversi scenari di abuso. I quali coinvolgono l’app web e mobile di Gemini. La portata degli attacchi varia dal controllo remoto dei dispositivi domestici alla sottrazione di dati sensibili da eventi, email e documenti condivisi. Il vero problema è che tali attacchi non sfruttano errori o vulnerabilità software. Si fondano sulla capacità del modello AI di eseguire comandi nascosti all’interno di testi apparentemente legittimi.
Google è stata subito avvertita di quanto accaduto. A tal proposito, l’azienda ha lavorato insieme ai ricercatori per sviluppare contromisure. Inoltre, ha implementato classificatori rapidi per riconoscere comandi sospetti e una gestione più rigida degli URL potenzialmente pericolosi. Infine, vengono inserite anche conferme esplicite all’utente per azioni sensibili come l’apertura di link o il controllo di dispositivi smart. Nonostante tali interventi, gli esperti sottolineano come gran parte degli scenari analizzati presenti ancora rischi critici.
Quanto accaduto evidenzia quanto sia fondamentale rivedere con attenzione i permessi concessi agli assistenti virtuali, limitare l’integrazione tra AI e dispositivi domestici. Oltre che disattivare automatismi non indispensabili o non verificati e mantenere i propri sistemi sempre aggiornati.










