Gemini Live arriva finalmente anche sui dispositivi Google Home di prima generazione, una notizia che farà tirare un sospiro di sollievo a chi possiede uno di quei device che sembravano ormai destinati al dimenticatoio. Gli assistenti vocali hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni, imparando a capire meglio le domande e a rispondere in modo più naturale. Poi è arrivata l’espansione nel mondo della casa smart, un terreno dove Google e Amazon si contendono il primato. E adesso, con questo aggiornamento, il cerchio si allarga anche ai prodotti più vecchi.
Cosa cambia per i dispositivi Google Home più datati
Il punto interessante è che non si trattava di limiti software o di funzioni bloccate a tavolino, ma di una questione puramente hardware. I dispositivi domestici meno recenti non avevano la potenza necessaria per gestire le nuove capacità, e per questo erano rimasti tagliati fuori. Ora invece Gemini Live sbarca su Nest Hub di prima generazione e su Google Home Mini, due prodotti che fino a oggi erano rimasti esclusi proprio per via del cuore tecnico meno prestante.
C’è però una condizione da tenere a mente. L’accesso a queste funzioni è riservato soltanto agli abbonati al piano Google Home Premium. Chi non ha la sottoscrizione, insomma, resterà per ora a bocca asciutta. Ma per tutti gli altri è l’occasione di dare nuova vita a device che si pensava ormai vicini alla pensione.
Memoria conversazionale e novità per l’app
Un’altra aggiunta che merita attenzione riguarda Gemini Home, che ora introduce una finestra di memoria di 15 minuti. In parole semplici, il sistema ricorda quello che è stato detto poco prima e riesce a interpretare correttamente le richieste successive senza costringere a ripetere ogni singolo dettaglio. Un esempio concreto rende tutto più chiaro. Se si chiede di alzare la temperatura del salotto di due gradi, qualche minuto dopo basterà dire “aggiungine ancora uno” e il sistema capirà al volo a cosa ci si riferisce.
Questa gestione del contesto conversazionale, cioè la capacità dell’intelligenza artificiale di trattenere per un po’ le informazioni utili della discussione, non è una novità assoluta. Su smartphone e computer c’era già. Portarla su smart speaker e display, però, ha richiesto un lavoro di ottimizzazione tutt’altro che banale, visto che questi apparecchi hanno risorse decisamente più contenute rispetto a un telefono o a un PC.
L’aggiornamento tocca anche l’app Google Home, con miglioramenti nella gestione delle automazioni e dei dispositivi come tapparelle e serrature intelligenti. Ci sono poi diverse correzioni pensate per la stabilità, soprattutto su iPhone, dove qualche intoppo si faceva sentire. E non finisce qui, perché anche le Nest Cam ricevono qualche ritocco per una configurazione più veloce e connessioni più affidabili.


