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Geely ha messo nero su bianco l’obiettivo per l’Italia: superare le 6.500 immatricolazioni nel 2026, più del doppio delle circa 3.000 registrate nel corso del 2025. Il gruppo automobilistico cinese ha scelto il Salone Auto di Torino per raccontare come intende arrivarci, tra rete commerciale in espansione, modelli nuovi e un occhio molto attento al mondo delle flotte aziendali. Numeri ambiziosi, certo, ma costruiti su una base che in dodici mesi è cresciuta parecchio.
La rete di vendita conta oggi 70 concessionari attivi sul territorio, con l’intenzione dichiarata di salire a quota 100 entro l’anno prossimo. Marco Santucci, managing director di Geely, ha usato parole piuttosto dirette per descrivere il percorso: “Eravamo una start up, in un solo anno è arrivata la fiducia dei consumatori”. E poi l’aggiunta che vale come programma: “il meglio ancora deve venire”. Non è la solita frase di circostanza da conferenza stampa, considerando che il marchio è arrivato da poco e ha già costruito una presenza capillare.
Due modelli nuovi e un mercato considerato strategico
L’Italia, per il gruppo, non è un mercato qualsiasi. Lo dimostra il Centro Design di Milano, che partecipa concretamente alla definizione dello stile dei prodotti Geely. A Torino sono state presentate due vetture destinate a pesare sui volumi del prossimo anno. La prima è E2, compatta elettrica con oltre 340 km di autonomia, che Santucci ha definito senza troppi giri di parole “la regina delle utilitarie”, attesa nelle concessionarie tra novembre e dicembre 2025. La seconda è KO11, il primo fuoristrada vero e proprio della gamma, un tipo di prodotto che finora mancava completamente al listino del costruttore.
Accanto ai privati, il piano di crescita per il 2026 punta forte sull’acquisizione di ordini dalle flotte aziendali, segmento storicamente difficile da penetrare per un marchio giovane ma decisivo quando si parla di volumi. È lì che si gioca buona parte della differenza tra 3.000 e 6.500 immatricolazioni.
Zeekr entra nel premium e il peso del gruppo globale
Sul fronte alto di gamma, in Italia ha debuttato Zeekr, arrivata sul mercato nell’estate del 2025. A guidarla c’è Lucio Tropea, general manager del marchio con un passato in Smart, che l’ha descritta come “l’ammiraglia del gruppo, la frontiera in termini di tecnologia e powertrain”. L’obiettivo è chiaro e dichiarato apertamente: “conquistare una clientela premium in cerca di un’alternativa ai tradizionali marchi tedeschi”. Nel mirino anche quei consumatori che ormai faticano ad accedere ai segmenti D ed E per via dell’aumento dei listini, una fascia di acquirenti rimasta scoperta e che potrebbe trovare in Zeekr una porta d’ingresso.
Dietro questi piani italiani c’è un colosso con numeri solidi. Nei primi sei mesi del 2025 Geely ha venduto circa 1,5 milioni di vetture, con ricavi in crescita del 15%. La presenza europea del gruppo non è una novità recente: risale al 2010, anno dell’acquisizione di Volvo, seguita poi dagli investimenti in Lotus, Lynk & Co e Smart. Il costruttore figura inoltre tra i principali azionisti di Mercedes Benz e detiene una quota rilevante in Aston Martin, il che rende la definizione di “marchio emergente” abbastanza riduttiva.
A completare la strategia continentale c’è l’accordo con Ford, che porterà il gruppo cinese ad aprire uno stabilimento produttivo in Spagna. Una mossa che sposta la produzione dentro i confini europei e che, letta insieme all’espansione della rete italiana, racconta di un radicamento pensato sul lungo periodo più che di un’incursione commerciale.
Fonte: TecnoAndroid








