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Il ritorno di Exynos sul Galaxy S27 Ultra sta diventando un’ipotesi sempre più solida, e per chi segue da vicino le mosse di Samsung è una notizia che pesa parecchio. L’azienda coreana starebbe infatti valutando di riportare la strategia a doppio chip anche sul modello più costoso e ambizioso della gamma, interrompendo una consuetudine che da qualche generazione affida tutto e solo a Qualcomm. Una scelta che, se confermata, ribalterebbe le abitudini prese negli ultimi anni.
Vale la pena ricordare come funzionava prima. Da Galaxy S20 Ultra fino a Galaxy S22 Ultra, diversi mercati (Italia compresa) ricevevano la versione con processore Exynos, mentre Nord America e Corea si tenevano lo Snapdragon. Poi il cambio di rotta, con i top di gamma della serie Ultra passati integralmente alla piattaforma Qualcomm. Il doppio chip non è comunque sparito del tutto, visto che è rimasto in vita sui modelli base e Plus della famiglia Galaxy S.
Exynos 2700 contro Snapdragon, una sfida meno scontata del previsto
Per anni il confronto tra Exynos e Snapdragon, a parità di generazione, è finito quasi sempre a favore del chip Qualcomm. A volte con distacchi netti, altre volte con margini più contenuti, ma la direzione era quella. Questa volta però la fonte del rumor viene considerata affidabile, e viene anche specificato che la decisione finale non sarebbe ancora stata presa. Tutto resta sul tavolo, insomma.
Ci sono poi indiscrezioni precedenti che parlavano di un Exynos 2700 sorprendentemente veloce, capace in alcuni scenari di superare persino Snapdragon 8 Elite Gen 6. Detta così sembrerebbe una notizia clamorosa, ma qui conviene guardare i dettagli con attenzione. Quest’anno Qualcomm dovrebbe presentare due chip distinti, e il modello Pro sarebbe il vero flagship della coppia. L’altro, quello senza suffisso, potrebbe rivelarsi più che altro una versione aggiornata e affinata del processore della generazione precedente. Cambia parecchio, quindi, capire contro quale dei due si stia facendo il paragone.
Quali mercati riceveranno quale chip
L’altro nodo interessante riguarda la distribuzione geografica. Storicamente Snapdragon è andato a coprire Nord America e Corea del Sud, mentre da questa parte del mondo l’Exynos è stato quasi una costante. Negli anni ci sono state però variazioni e cambi di rotta, e stavolta le voci parlano proprio di un Exynos 2700 destinato al mercato coreano. Una piccola inversione rispetto al copione abituale, che rende difficile prevedere con precisione cosa arriverà sugli scaffali italiani.
Dietro questa possibile mossa ci sono ragioni che vanno oltre la semplice scheda tecnica. Portare Exynos su un prodotto come Galaxy S27 Ultra significherebbe per Samsung aumentare la presenza della propria piattaforma nel segmento premium degli smartphone, quello dove i margini sono più alti e la visibilità maggiore. Allo stesso tempo darebbe ossigeno alla divisione semiconduttori interna, che da tempo cerca di riconquistare terreno.
E poi c’è il capitolo costi, che probabilmente pesa più di tutto il resto. Affidarsi a chip prodotti in casa permette di ridurre la dipendenza dai fornitori esterni e di contenere le spese su un dispositivo che, generazione dopo generazione, continua a diventare più caro da realizzare. Con i prezzi dei componenti in crescita, avere un’alternativa interna non è un dettaglio da poco per i conti di Samsung.
Fonte: TecnoAndroid








