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Gadget AI di OpenAI e Jony Ive: sarà uno smart speaker senza display

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Il tanto chiacchierato gadget AI nato dalla collaborazione tra OpenAI e Jony Ive inizia finalmente a mostrare qualche contorno più netto, dopo mesi passati tra ipotesi, indiscrezioni e qualche volo di fantasia sul suo aspetto. Ne abbiamo sentite di ogni, in questi mesi. C’è chi immaginava una penna smart, chi puntava su soluzioni completamente inedite, mai viste prima. L’unico punto fermo, in mezzo a tutto questo, era il legame stretto con l’intelligenza artificiale.

Adesso però le cose sembrano un po’ più chiare. Con un buon margine di sicurezza si può dire che il dispositivo dovrebbe essere uno smart speaker, ma non uno qualunque. Niente a che vedere con i modelli già presenti sul mercato, quelli dei grandi nomi che tutti conosciamo. E soprattutto una cosa salta subito all’occhio, o meglio, non salta all’occhio proprio per niente.

Nessun display e dimensioni contenute

La caratteristica più curiosa riguarda proprio l’assenza di uno schermo. Questo apparecchio non avrà infatti un display, una scelta che va contro le abitudini a cui ci hanno abituati altri prodotti simili. Le dimensioni, poi, dovrebbero restare piccole, pensate per qualcosa di maneggevole e facile da portare in giro. Un oggetto che punta più sull’ascolto e sulla voce che sull’immagine.

Stando a quanto riferito dal giornalista Mark Gurman, che segue da vicino il mondo tech per Bloomberg, il progetto ricorderebbe soprattutto uno smart speaker portatile. La differenza sta tutta nelle funzioni pensate su misura per rendere il dialogo con l’AI più fluido, più naturale, meno macchinoso rispetto a quello che offrono gli assistenti vocali di oggi. Dettagli che, va detto, erano già circolati in passato. Questa è più che altro una conferma che rafforza le voci precedenti.

L’idea di fondo, insomma, sembra quella di creare un ponte diverso tra le persone e l’intelligenza artificiale. Un dispositivo che non chiede di guardare uno schermo, ma di parlare e ascoltare, avvicinandosi il più possibile a una conversazione vera. La portabilità gioca un ruolo centrale in questa filosofia, perché rende l’oggetto qualcosa da tenere sempre a portata di mano, non fisso su un mobile di casa come tanti altri smart speaker tradizionali.

La collaborazione tra OpenAI e Jony Ive, del resto, aveva alimentato aspettative altissime fin dall’inizio. Il nome del designer che ha firmato alcuni dei prodotti più iconici degli ultimi vent’anni, unito alla spinta di una delle realtà più discusse nel campo dell’intelligenza artificiale, aveva acceso la curiosità di chiunque segua da vicino il settore. Ora che il quadro comincia a farsi più definito, l’attenzione si sposta su come questo dispositivo AI riuscirà davvero a differenziarsi dalla concorrenza già affermata.

Per il momento questi restano i dettagli emersi sul progetto, con la conferma della direzione presa dai due protagonisti verso un apparecchio compatto, senza schermo e costruito attorno all’interazione vocale con l’intelligenza artificiale.

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