Vincent D’Onofrio ha raccontato in un vecchio podcast come sia finito nel cast di uno dei film di guerra più celebri di sempre, e la storia dietro quella scelta è ancora oggi affascinante. Prima di diventare Wilson Fisk, il temutissimo Kingpin del Marvel Cinematic Universe, e prima dei tanti progetti televisivi come The Beauty, l’attore aveva costruito la sua fama con un ruolo destinato a segnarlo per sempre, quello del recluta Leonard Lawrence, il Soldato Palla di Lardo, in Full Metal Jacket del 1987.
Quel film, diretto dal maestro Stanley Kubrick, resta una delle pellicole belliche più influenti nella storia del cinema. E pensare che, quando D’Onofrio ottenne la parte, aveva appena compiuto 25 anni e i suoi lavori davanti alla macchina da presa si contavano sulle dita di una mano. Come mai un regista già leggendario come Kubrick decise di puntare proprio su di lui? La risposta ha a che fare con un incontro fortunato e con una buona dose di coraggio.
Come nacque il provino per Full Metal Jacket
A dare la spinta decisiva fu il collega di set Matthew Modine. Fu lui a informarlo che Kubrick stava girando un film in Inghilterra e che c’era un ruolo ancora libero. All’epoca D’Onofrio faceva il portiere all’Hard Rock Cafe. Le sue parole restituiscono bene l’atmosfera di quei giorni: Modine andò a trovarlo mentre lavorava, gli parlò del progetto e lo convinse a tentare la sorte. Noleggiarono una telecamera enorme, registrarono un monologo tratto da uno spettacolo teatrale a cui lui aveva partecipato e lo spedirono al regista. Poco dopo arrivò la richiesta di un altro provino.
A quel punto entrò in scena Kubrick in persona. Il regista lo chiamò direttamente, gli passò alcune battute da registrare e, ricevuto il materiale, arrivò la proposta che avrebbe cambiato tutto. Kubrick gli disse che per quel ruolo avrebbe dovuto mettere su un po’ di peso, e gli chiese se fosse interessato a farlo. Nessuna esitazione da parte dell’attore, che si trovò subito un modello a cui ispirarsi.
La trasformazione fisica record
Il pensiero corse a Robert De Niro, che poco prima aveva fatto qualcosa di simile per Toro scatenato. “De Niro l’aveva appena fatto, quindi pensai: certo, se ce l’ha fatta lui posso farcela anch’io”, ha ricordato l’attore. Detto fatto, ottenne la parte. Poi vennero sette mesi dedicati a una trasformazione fisica impressionante, arrivando a ingrassare la bellezza di 32 chili per calarsi nei panni del Soldato Palla di Lardo. Un record che, ancora oggi, resiste. La sfida più dura, però, arrivò dopo, quando dovette tornare al peso normale, impresa che gli costò 9 mesi di grande disciplina.
Quell’esperienza lo segnò a livello professionale in modo definitivo. “Ero un attore di teatro, e Kubrick mi trasformò in un attore di cinema”, ha spiegato. È stato il primo personaggio cinematografico al quale ha dato vita, e i suoi ricordi di quel periodo sono legati quasi esclusivamente alla figura del regista.
L’attore ha raccontato che all’epoca faceva quel che poteva. Lavorava in teatro a Broadway dalle 8 alle 10 di sera, poi prendeva il treno per il centro, faceva il portiere in un club per tutta la notte e si alzava alle 4 del mattino per andare a lavorare di nuovo. Kubrick fu molto gentile con lui, ma D’Onofrio ammette di non aver mai cercato la sua amicizia. Era troppo giovane e il regista era ormai un’icona. Tornava a casa pregando di non venire licenziato. “Ero un attore di teatro, e Stanley Kubrick mi ha reso un attore di cinema. Mi ha permesso di essere esattamente ciò che volevo essere”.


