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Chi guida spesso in autostrada conosce bene la scena, la fila davanti al casello, le monete che non si trovano, la carta di credito che fa i capricci mentre dietro qualcuno inizia a suonare il clacson. Il sistema Free Flow, che in italiano suona come pedaggio a flusso libero, cancella tutto questo. Le auto passano sotto appositi portali senza rallentare e il gioco è fatto. Comodo, certo, ma dietro questa comodità si nasconde una piccola trappola burocratica che può pesare parecchio sul portafoglio di chi si dimentica di pagare.
Il meccanismo è tanto semplice quanto avanzato. Niente più barriere fisiche, niente cabine. Al loro posto ci sono portali hi-tech dotati di sensori e telecamere che leggono la targa del veicolo, registrano il passaggio e calcolano quanto si deve in base alla tratta percorsa. Tutto avviene mentre si viaggia a velocità di crociera, senza il minimo intoppo.
Per ora la mappa italiana di questo sistema resta concentrata al Nord. La tratta interessata è il Corda Molle, il raccordo autostradale Ospitaletto Montichiari.
I vantaggi del sistema senza barriere
I benefici si vedono subito. Il primo è la scorrevolezza del traffico, con tempi di percorrenza tagliati soprattutto nei momenti caldi come ponti festivi, esodi estivi e fine settimana affollati. Secondo i gestori autostradali ne guadagna anche l’ambiente, perché evitando le continue frenate e ripartenze tipiche dei piazzali si riducono i consumi di carburante e le emissioni. C’è poi il lato economico e infrastrutturale, costruire un’autostrada Free Flow vuol dire non dover cementificare enormi aree per le stazioni di pedaggio e abbattere i costi legati a cabine e personale.
Il problema, però, arriva proprio dall’assenza del casello. Senza barriere non si ritira nessun biglietto e non c’è niente che ricordi al guidatore di dover pagare. Come si fa allora? Chi ha a bordo un dispositivo di telepedaggio come Telepass, UnipolMove o MooneyGo non deve preoccuparsi, il sistema riconosce l’apparato in automatico e addebita il costo sul conto associato, esattamente come ai caselli di sempre.
La trappola delle multe per chi dimentica di pagare
Per tutti gli altri il discorso cambia. Il pagamento diventa un gesto attivo, da fare dopo, tramite i siti o le app dei gestori autostradali oppure recandosi in punti fisici convenzionati, inserendo il numero di targa della propria auto. E qui il rischio di passare sotto quel portale senza accorgersene, e quindi di scordarsi di saldare, è davvero alto. Senza contare le complicazioni legate al riconoscimento delle targhe straniere.
I tempi, comunque, sono stabiliti con precisione. Dal momento del transito il guidatore ha 15 giorni per pagare, e in questa finestra si versa solo l’importo effettivo del pedaggio, senza alcuna penale. Se passano più di due settimane senza saldo, il gestore risale al proprietario tramite la targa e spedisce a casa un sollecito formale. Da quel momento all’importo iniziale si aggiungono le spese di accertamento e di recupero crediti. Ignorare anche questa lettera porta dritti dentro il Codice della Strada. La pratica finisce alla Polizia Stradale e diventa una sanzione amministrativa secondo l’articolo 176. A quel punto arriva una multa che va da 87 a 344 euro, con la decurtazione di 2 punti dalla patente. Una batosta a cui va sommato il debito di partenza, pedaggio più spese di notifica, che la sanzione non cancella in alcun modo.











