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La produzione di Ford F-150 subisce una battuta d’arresto a causa di un problema con un fornitore. Il pickup più venduto d’America si ferma per qualche giorno al Dearborn Truck Plant, mentre al Kansas City Assembly Plant sono saltati diversi turni di lavoro. Per un modello che rappresenta il cuore commerciale del marchio dell’Ovale Blu non si tratta di un dettaglio da poco, soprattutto considerando i volumi in gioco.
La famiglia Ford Serie F è il camion più venduto negli Stati Uniti da ben 49 anni consecutivi e nel 2025 la casa di Dearborn ne ha consegnati 828.832 esemplari. Una fetta enorme di questo successo porta il nome di F-150, ed è proprio per questo che la notizia di uno stop produttivo, anche se temporaneo, ha destato una certa preoccupazione tra gli addetti ai lavori.
Dearborn ferma le linee e Kansas City taglia i turni
Secondo quanto emerge da una comunicazione interna, l’assemblaggio di F-150 nello stabilimento di Dearborn si è interrotto giovedì e la ripresa non è prevista prima del 29 settembre. Lo stop coinvolge un numero consistente di lavoratori, stimato tra le 3.500 e le 4.000 persone. Non è l’unico sito toccato dalla situazione, perché anche la fabbrica di Kansas City sta facendo i conti con una produzione a singhiozzo.
Qui la frenata sulla Serie F si traduce in numeri piuttosto concreti. Dall’inizio del mese sono stati cancellati 15 turni, un segnale che il problema non riguarda un singolo impianto ma tocca la catena di approvvigionamento in modo più ampio. Per limitare i danni Ford avrebbe deciso di spingere sull’acceleratore al Kentucky Truck Plant, dove la produzione è stata aumentata con ogni probabilità proprio per compensare le unità mancanti negli altri due stabilimenti.
Il nodo dell’alluminio e il ruolo di Novelis
Sulla causa precisa dello stop regna ancora parecchia incertezza. Una fonte interna ha parlato genericamente di un “problema di approvvigionamento”, una definizione piuttosto vaga che non chiarisce molto. Stando alle indiscrezioni la vicenda non sarebbe collegata alla carenza di alluminio che in passato aveva già rallentato la produzione di F-150. Quella crisi era nata da una serie di incendi scoppiati nel 2025 presso l’impianto Novelis di Oswego, uno dei fornitori chiave del metallo con cui viene realizzata la carrozzeria del pickup.
Dal canto suo un portavoce della casa automobilistica si è limitato a dichiarare che l’azienda “non commenta le interruzioni dei fornitori”. Di parere diverso Jim Fisher, responsabile delle trattative sindacali della sezione locale 249 del sindacato UAW, secondo cui il problema sarebbe ancora una volta legato all’alluminio. Si tratta però di un’ipotesi che non ha trovato conferme ufficiali, anche perché Ford attribuisce lo stop a una più generica “mancanza di componenti”.
Le due versioni restano quindi lontane e non esiste al momento una spiegazione definitiva. Va ricordato comunque che Novelis ha riavviato il laminatoio a caldo del suo stabilimento di Oswego a giugno. In quell’occasione l’azienda aveva spiegato di lavorare a stretto contatto con i clienti per aumentare gradualmente le forniture e di voler potenziare le proprie attività per rafforzare ulteriormente la capacità di garantire consegne affidabili e prodotti di alta qualità.
Fonte: TecnoAndroid








