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Sei esemplari di Ford Explorer model year 2026 dovranno ricevere un motore completamente nuovo, e il motivo non ha nulla a che vedere con una vite allentata o un display capriccioso. Il costruttore americano ha avviato un richiamo che riguarda un numero ridicolmente piccolo di vetture, appena sei, ma con un intervento tra i più invasivi che si possano immaginare: la sostituzione integrale del long block, ovvero il cuore del propulsore. La ragione sta nei cuscinetti di biella, che potrebbero grippare e mandare in avaria il motore senza troppi preavvisi.
I SUV coinvolti sono stati assemblati in una finestra strettissima, tra il 10 e il 17 febbraio 2026, e montano tutti il motore 2.3 litri quattro cilindri. Nella documentazione depositata da Ford si legge che il grippaggio dei cuscinetti può provocare un guasto improvviso, la perdita di potenza in marcia e, nei casi peggiori, l’apertura di un vero e proprio foro nel basamento. Uno scenario che, come ammette la stessa casa, apre la porta al rischio incendio.
Ford Explorer 2026: un rumore che raramente promette bene
Prima del cedimento definitivo il conducente potrebbe accorgersi di qualcosa: un battito metallico proveniente dal vano motore, il classico ticchettio che chiunque abbia messo le mani su un propulsore riconosce al volo. Poca consolazione, va detto, perché quel suono di solito significa che il danno è già fatto e che la strada verso l’officina è obbligata. Anche senza un buco nel blocco, un motore che comincia a battere ha davanti pochissima vita utile.
La parte curiosa della vicenda riguarda il modo in cui il difetto è emerso. Il reparto qualità dell’area ingegneria ha notato dieci motori sostituiti in garanzia che presentavano tutti lo stesso identico problema, sempre sul cilindro numero 2, sempre con i cuscinetti di biella andati. Il dettaglio che ha fatto scattare l’allarme è un altro: quei propulsori erano stati costruiti nell’arco di circa trenta minuti, tutti allo stabilimento Ford Dearborn Engine Plant. Una coincidenza troppo precisa per essere una coincidenza.
La pista del pattino di lappatura
Analizzando la sequenza produttiva, è saltato fuori che quella mezz’ora arrivava poco dopo la sostituzione di un pattino di lappatura, l’utensile abrasivo sagomato che rifinisce le superfici di appoggio dell’albero motore. Il suo compito è rendere quelle zone lisce, perfettamente circolari e dentro tolleranze dimensionali strettissime, roba da micron. I dati raccolti in fabbrica hanno mostrato uno scostamento nelle misurazioni di ovalizzazione dei perni di manovella proprio su quel piccolo lotto di alberi motore.
Ford non ha ancora individuato con certezza la causa che ha fatto slittare quelle misure, ma ha ritenuto gli indizi sufficienti per considerare i sei Explorer coinvolti come una popolazione problematica al 100 per cento. Tradotto: nessun controllo selettivo, si sostituisce tutto. Alla data dell’11 agosto risultavano undici richieste di intervento in garanzia collegate al difetto, con la prima registrata il 26 marzo. Nessun incidente e nessun ferito sono stati messi in relazione con il problema.
La gravità potenziale, però, ha spinto l’azienda a muoversi in modo insolitamente diretto. Oltre alle lettere ufficiali spedite ai proprietari il 24 agosto, Ford ha deciso di provare a contattarli anche per telefono, uno a uno, laddove possibile. Un approccio che con numeri simili è perfettamente gestibile e che dice molto su quanto si voglia evitare che anche una sola di queste vetture resti in circolazione senza intervento.
Per i clienti la sostituzione del long block avverrà interamente a carico della casa, senza alcun costo. Si tratta della parte centrale del motore, quella che comprende basamento, albero motore, pistoni e testata, quindi di fatto un propulsore nuovo montato al posto di quello sospetto. Chi possiede uno dei sei esemplari interessati dovrà semplicemente rivolgersi alla concessionaria per fissare l’intervento.










