In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Le supercar sequestrate a Londra durante un fine settimana di controlli serrati raccontano una storia che sembra scritta a tavolino, ma è tutto vero: una Ferrari Monza SP2 dal valore di 3,7 milioni di sterline è rimasta in circolazione appena un’ora e mezza prima di finire sul carro attrezzi della Met Police. Era arrivata dall’Italia il giorno precedente. Al volante c’era un ragazzo con un semplice foglio rosa in tasca, nessuna assicurazione e il motore acceso da una ventina di minuti.
Non è stato un caso isolato, tutt’altro. Tra il 7 e il 9 agosto la polizia britannica ha messo in piedi un’operazione su larga scala nei quartieri di Kensington, Chelsea e Hyde Park, zone dove il traffico di gioielli a quattro ruote è pane quotidiano. Il bilancio parla di 90 veicoli fermati e un valore complessivo che supera gli 8 milioni di sterline. Un piazzale da capogiro, praticamente un salone dell’auto improvvisato dietro i cancelli di un deposito.
Perché la Ferrari Monza SP2 è finita sul carro attrezzi

L’obiettivo dichiarato del blitz della polizia di Londra era colpire tre cose in particolare: la guida pericolosa, gli scarichi e i motori modificati per fare rumore e chi gira senza copertura assicurativa. Nessuna eccezione per il blasone, come dimostra il caso della Ferrari Monza SP2, una delle sole 499 uscite da Maranello. Un esemplare identico è stato battuto all’asta pochi mesi prima per circa 4,3 milioni di euro. Cifre che di solito intimidiscono, ma gli agenti non si sono lasciati impressionare.
Il punto è che la Polizia Metropolitana si è presentata a questo appuntamento con qualche strumento in più rispetto al passato. I nuovi poteri contro il cosiddetto comportamento antisociale permettono di saltare la fase degli avvertimenti, quella che spesso si traduceva in una lunga trattativa a bordo strada. Chi disturba o guida in modo sconsiderato si vede portare via l’auto sul posto, senza preamboli. Solo con questa misura sono state rimosse 15 vetture nell’arco di un weekend.
Numeri, uomini e reazioni dopo il maxi controllo
Sulle strade sono stati schierati 120 uomini, di cui 95 provenienti dalla Special Constabulary and Vehicle Enforcement Team. Insieme a loro c’erano anche i tecnici del Motor Insurers’ Bureau, presenti per un motivo molto pratico: individuare chi circolava senza polizza, cosa non sempre evidente a un controllo veloce. Un lavoro di squadra che spiega il numero altissimo di veicoli sequestrati in così poco tempo.
A raccontare il clima che si respira in quei quartieri ci ha pensato l’ispettore capo speciale Geoff Tatman, che ha coordinato l’operazione. “C’è gente che non ce la fa più”, ha spiegato. “I residenti ci chiamano continuamente per il rumore e la guida pericolosa. Sequestrare le macchine è l’unico modo per garantire la sicurezza e dare un segnale chiaro: certi comportamenti non saranno tollerati”. Parole che dicono molto su quanto la convivenza tra abitanti e appassionati di motori sia diventata complicata in quella parte di città.
Dal fronte assicurativo è arrivato il commento del CEO del MIB, Angus Eaton, che ha voluto ricordare il principio dietro tutta la vicenda. “Le regole valgono per tutti, che tu sia su un’utilitaria o su un bolide da milioni di sterline”, ha detto. Poi ha aggiunto una precisazione che merita attenzione: “Sappiamo che c’è chi infrange la legge sapendo di farlo, ma anche chi mira a essere in regola e viene sorpreso per un autentico errore con l’assicurazione”. Due categorie diverse che però, davanti a un controllo, finiscono spesso nello stesso elenco.
Il messaggio che arriva da Kensington e Chelsea è abbastanza diretto. Guidare una hypercar da milioni di sterline non garantisce nessun trattamento di favore, e la Ferrari Monza SP2 sequestrata dopo novanta minuti di vita londinese resta l’immagine più efficace di questo weekend di controlli.










