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Ferrari Luce, la prima elettrica venduta a 37 milioni di euro

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Il colpo di martello che ha chiuso l’asta della Ferrari Luce a Monterey ha messo nero su bianco una cifra che nel mondo delle quattro ruote non si era mai vista per un’auto nuova di fabbrica: la prima elettrica di Maranello, l’esemplare identificato come Chassis 0, è passata di mano per l’equivalente di circa 37 milioni di euro. A gestire la vendita è stata RM Sotheby’s, nella cornice della Monterey Car Week, con una base di partenza fissata attorno ai 900mila euro. Il conto finale, quindi, è risultato quaranta volte superiore al punto di partenza.

Numeri che, presi così, sembrano quasi un errore di battitura. Eppure il meccanismo che ha portato lassù ha una sua logica, fatta di unicità dell’esemplare, di simbolismo e di una destinazione dei fondi che spiega parecchio. Perché quel Chassis 0 non è semplicemente la prima auto elettrica del Cavallino, è anche un pezzo costruito per essere irripetibile.

Una carrozzeria che cambia colore a seconda della luce

L’esemplare finito sotto i riflettori è stato configurato attraverso il programma Tailor Made, in collaborazione con il Ferrari Design Studio. La tinta scelta è una Madreperla Semi-Gloss, una vernice con riflessi iridescenti che virano dal verde al viola a seconda dell’inclinazione e della luce che la colpisce. Un effetto che dal vivo, sotto il sole della California, ha fatto la sua parte.

Anche l’abitacolo segue la stessa filosofia. Pelle metallizzata in colore Perla, dettagli realizzati su misura, finiture pensate esclusivamente per questa vettura. Nessun’altra Ferrari Luce, almeno per ora, avrà questa combinazione.

1.050 CV e quattro motori elettrici

Sotto le forme personalizzate c’è la parte tecnica, e qui i numeri parlano da soli. La Ferrari Luce adotta un’architettura a 800 Volt, una batteria da 122 kWh e quattro motori elettrici indipendenti, uno per ruota. La potenza complessiva dichiarata tocca i 1.050 CV, mentre lo 0 100 km/h viene coperto in 2,5 secondi. La velocità massima si ferma a 310 km/h e l’autonomia dichiarata si attesta intorno ai 530 chilometri.

Sono cifre che collocano la Luce tra le Ferrari più rilevanti degli ultimi anni, e non solo per una questione di prestazioni. È il primo modello che porta il marchio dentro il territorio dell’elettrico puro, un passaggio che a Maranello hanno preparato per anni e che segna una svolta netta nella strategia tecnologica della casa.

Dove finiscono davvero quei soldi

C’è un dettaglio che spiega buona parte dell’entità della cifra raggiunta, e vale la pena metterlo in chiaro: l’asta di Monterey aveva finalità benefiche. L’intero ricavato non entra nelle casse di Ferrari, ma viene destinato a iniziative educative negli Stati Uniti e in altri Paesi.

Tra i progetti finanziati compare il futuro polo educativo M-Tech Alfredo Ferrari di Maranello, la cui apertura è prevista per il 2029, insieme a programmi sviluppati con Save the Children e ad altre iniziative dedicate a istruzione e formazione. Un aspetto che, per chi alzava la paletta in sala, ha probabilmente pesato quanto il fascino della vettura.

Il risultato, in ogni caso, resta clamoroso. La Ferrari Luce Chassis 0 è diventata un oggetto da collezione prima ancora di aver iniziato la propria carriera su strada, e ha fissato il record assoluto per una vettura nuova venduta all’incanto. Una cifra vicina ai 37 milioni di euro per un’auto appena uscita dalla fabbrica difficilmente verrà dimenticata nelle cronache delle aste di Monterey.

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