Un anno dopo i dieci primati mondiali firmati Ferrari al Concorso di Eleganza di Pebble Beach, la asta record di Monterey si prepara a bissare quei numeri da capogiro. La memoria corre ancora a quella Daytona SP3 venduta per beneficenza a 26 milioni, alla Ferrari F40 LM del 1993 aggiudicata per 11 milioni di dollari e alla F50 del 1995 che toccò quota 9,25 milioni. In quattro giorni si mossero 432,8 milioni di dollari, cifra che rese la scorsa Monterey Car Week la seconda più grande di sempre. E l’appetito dei collezionisti, a quanto pare, non accenna a diminuire.
Le stime per l’edizione 2026 parlano chiaro. L’interesse per le auto iconiche del secolo scorso continua a crescere e RM Sotheby’s si aspetta affari d’oro. Tanto per rendere l’idea del livello, una Ferrari Enzo non entra nemmeno nella top 5 delle valutazioni. Parliamo di uno dei 111 esemplari destinati al mercato statunitense, uno dei 498 costruiti in totale, quotato tra 6.000.000 e 6.500.000 di euro. Condizioni da vetrina, e all’epoca venne definita una Formula 1 stradale. Eppure resta fuori dai giochi che contano davvero.
Le auto più costose di Monterey 2026
Le cifre indicate sono basi di partenza, stime degli esperti, ma il martelletto potrebbe raccontare tutt’altra storia. Sulla leggendaria Talbot-Lago T150-C SS Teardrop Coupé di Figoni et Falaschi si prevede un duello acceso tra collezionisti dal palato raffinato. Uno degli 11 esemplari originali della coupé a goccia in stile New York, protagonista alla 24 Ore di Le Mans del 1939, viene prezzata tra 6.000.000 e 7.000.000 di euro.
Al quarto posto una Ferrari F50 con una storia curiosa alle spalle. È uno dei soli 55 esemplari per il mercato americano, il 73° dei 349 numerati costruiti, e apparteneva all’ex campione dei pesi massimi Mike Tyson. Nel 2008 la Casa madre l’ha certificata con un Libro Rosso Ferrari Classiche che attesta motore, cambio e carrozzeria originali con numeri di serie corrispondenti. Stima compresa tra 6.000.000 e 8.000.000 di euro.
La top 3 dei sogni
Medaglia di bronzo per la Ferrari 288 GTO del 1985, con appena 1.541 km all’attivo. Dopo decenni di conservazione quasi maniacale, la vettura è passata da una revisione meccanica completa presso la Ferrari of Central Florida tra il 2022 e il 2024. Tra gli esemplari con chilometraggio originale più basso rimasti si ritiene esistano solo sei, o forse meno, vere 288 GTO sotto le 1.000 miglia. Valutazione tra 8.000.000 e 9.500.000 di euro.
Al secondo posto una delle sole cinque Corvette Grand Sport costruite, e la prima di soli tre esemplari in versione Coupé Grand Sport. Nasce come prototipo sportivo da corsa con centinaia di componenti unici, diversi da qualsiasi Sting Ray di serie. Stima tra 9.500.000 e 11.500.000 di euro.
Sul gradino più alto del podio, un po’ a sorpresa, non c’è una Ferrari ma una Aston Martin DB4 GT Zagato del 1962. Vincitrice della categoria Zagato Centennial Postwar e del Vitesse Elegance Trophy al Pebble Beach Concours d’Elegance del 2019, viene valutata tra 10.500.000 e 13.000.000 di euro.