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Che l’Epic Games Store arrivasse prima o poi su Linux era un’idea che circolava da tempo tra gli utenti del pinguino, e ora la conferma è arrivata direttamente dall’azienda, nel corso di una sessione di domande e risposte tra sviluppatori e appassionati su Discord. Nessuna data, nessuna finestra temporale, soltanto un “presto” abbastanza generico da lasciare spazio a qualsiasi interpretazione. Ma il punto è che la volontà c’è, ed è dichiarata.
Va detto subito una cosa, per evitare fraintendimenti: lo store della casa di Fortnite e di Unreal Engine è già accessibile sul sistema operativo open source, solo che ci si arriva passando da client non ufficiali sviluppati da terze parti. I nomi più noti sono Heroic Games Launcher e Lutris, due progetti che una parte della community usa quotidianamente e che, tutto considerato, se la cavano bene. Funzionano, con qualche inciampo qua e là, ed è normale che sia così: parliamo di software costruito da appassionati, senza le risorse di un colosso da miliardi di dollari alle spalle.
Il launcher è la parte semplice, i giochi sono un’altra storia
Il paradosso è che adattare il launcher rappresenta la parte meno complicata del lavoro. Epic lo ha messo in chiaro: non basterà pubblicare una versione del client capace di girare in modo nativo su Linux, perché il vero nodo è la compatibilità dei giochi stessi. Un’affermazione che, letta tra le righe, suggerisce che l’azienda stia guardando anche al catalogo, non soltanto alla vetrina.
Come? Le strade più battute in questo campo passano da tecnologie come Wine oppure Proton, il livello di compatibilità sviluppato da Valve che ha reso possibile far girare migliaia di titoli pensati per Windows su hardware con sistema operativo open source. Nessuna conferma esplicita da parte di Epic su questo fronte, però, quindi per ora resta un’ipotesi ragionevole e niente di più.
Il secondo indizio interessante arriva da un annuncio di lavoro pubblicato dalla stessa azienda. Si cerca un Security Engineer che contribuisca allo sviluppo delle capacità Linux della tecnologia anti cheat di Epic, quel sistema che verifica che nessuno stia barando nelle partite online. Anche qui però le informazioni si fermano prima di diventare certezze, perché non è chiaro se la posizione sia collegata direttamente al nuovo store o se rientri in un discorso più ampio che riguarda l’intero ecosistema di giochi della società.
Il nodo Fortnite e la questione Steam Deck
È inevitabile che il pensiero corra verso Steam Deck, la console portatile di Valve che gira proprio su una distribuzione Linux e che da anni rappresenta il banco di prova più visibile per la compatibilità dei giochi su questo sistema operativo. Se l’Epic Games Store diventasse disponibile in forma ufficiale, e se il lavoro sull’anti cheat andasse a buon fine, si aprirebbe uno scenario che una fetta consistente di giocatori attende da parecchio.
La cautela, comunque, resta d’obbligo. Epic ha parlato di intenzioni, non di roadmap, e il divario tra le due cose in ambito videoludico può essere ampio. Quello che si sa con certezza è che la società ha riconosciuto pubblicamente il problema della compatibilità dei titoli, ha ammesso che portare il solo launcher non risolverebbe nulla e sta assumendo personale per lavorare sulle capacità Linux dei propri sistemi di sicurezza.
Nel frattempo chi vuole accedere alla libreria acquistata sullo store continua a farlo attraverso Heroic Games Launcher e Lutris, in attesa che quel “presto” pronunciato su Discord assuma contorni più definiti.










