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Nuovo intervento europeo per la riduzione delle emissioni
Allo stesso tempo, l’UE prosegue con il target intermedio previsto per il 2030. Ovvero la riduzione del 55% delle emissioni. Tale obiettivo riveste un’importanza strategica per rendere graduale e realistica la transizione ecologica. Cercando al contempo di rispondere alla crescente preoccupazione dei cittadini. A tal proposito, secondo i sondaggi, ben 85 europei su 100 ritengono il cambiamento climatico un problema prioritario.
Il rafforzamento della politica climatica è legato alla visione economica e industriale dell’Unione. Quest’ultima, con il Clean Industrial Deal, punta ad integrare la decarbonizzazione. L’obiettivo è costruire un sistema produttivo europeo capace di resistere alle crisi globali. E generare nuova occupazione e mantenere la competitività sullo scenario internazionale. La transizione verde, dunque, non viene più vista come un costo. Ma come un investimento per un futuro stabile e sicuro.
In quest’ottica si inseriscono le iniziative già avviate. Tra cui un piano di aiuti da 85 miliardi di euro. Il cui obiettivo è sostenere le imprese più esposte alla transizione energetica. Inoltre, sono stati introdotti strumenti di protezione contro la concorrenza sleale. E sono in corso lavori per ridurre il carico burocratico.
La Commissione ha anche annunciato la creazione di una Banca per la Decarbonizzazione Industriale entro il 2025. Con una dotazione iniziale di un miliardo di euro. Oltre al potenziamento dell’accesso al credito tramite la Banca Europea per gli Investimenti. Tra le priorità figurano anche il rilancio dell’energia nucleare, le regole sull’ecoprogettazione dei prodotti, e azioni specifiche per il settore automobilistico e della gestione dei rifiuti elettronici.










