Sopra la Cornovaglia si è aperta una nuova fase per l’aviazione militare britannica con il decollo inaugurale di Proteus dal campo di volo di Predannack, sulla penisola del Lizard. Si tratta di un elicottero autonomo in scala reale, progettato da Leonardo per la Royal Navy come dimostratore tecnologico destinato a esplorare l’impiego di velivoli senza equipaggio accanto a mezzi pilotati. Prima di affrontare il cielo, il programma ha previsto una sequenza articolata di prove a terra nello stabilimento di Yeovil, dove hanno sottoposto propulsione, sensori e software di controllo a verifiche prolungate. Solo dopo questa fase è arrivata l’autorizzazione al volo. Durante la missione iniziale le principali manovre sono state gestite in autonomia, mentre personale tecnico e piloti collaudatori seguivano l’andamento da postazioni remote.
Capacità operative e ruoli possibili
Cosa distingue Proteus dai droni militari? La dimensione, paragonabile a quella di un elicottero tradizionale, e la capacità di trasportare oltre una tonnellata di carico utile. Ciò caratteristica apre alla possibilità di imbarcare sensori avanzati, apparati di sorveglianza e sistemi dedicati al pattugliamento marittimo o alla lotta ai sottomarini. L’architettura di bordo consente poi missioni prolungate anche in condizioni ambientali difficili. Ovviamente, inoltre, l’assenza dell’equipaggio riduce l’esposizione al rischio umano e consente profili di missione più lunghi e delicati. La gestione remota e l’autonomia nelle fasi cruciali del volo suggeriscono un impiego orientato alla raccolta di dati e al supporto informativo per unità navali e aeree pilotate.
Il progetto è sostenuto da un investimento complessivo di circa 72 milioni di euro. Questo è destinato a mantenere e creare oltre cento posti di lavoro altamente qualificati, rafforzando il ruolo di Yeovil come polo storico della produzione elicotteristica britannica. Per il Ministero della Difesa, Proteus è uno degli esempi più avanzati di elicottero autonomo full size oggi disponibili ed ha il suo fulcro nella strategia Atlantic Bastion, atta al controllo delle rotte del Nord Atlantico e alla cooperazione con i partner della NATO. Le prossime campagne di prova includeranno missioni più complesse, con integrazione progressiva di sistemi di bordo e procedure operative. Al momento non esiste un programma ufficiale per l’entrata in servizio, ma l’esperienza maturata fornisce indicazioni su come piattaforme senza equipaggio possano affiancare quelle con pilota.