Renault è pronta a entrare, in modo concreto, nel settore dei droni militari. Non come semplice fornitrice, ma come partner industriale chiamato a fornire competenze produttive, progettuali e logistiche. La conferma è arrivata direttamente dal CEO del marchio, Fabrice Cambolive. Quest’ultimo ha spiegato come l’azienda è stata contattata per il suo know-how industriale all’interno di un progetto guidato dal Ministero della Difesa francese. Si tratta, dunque, di un’iniziativa che nasce da una precisa richiesta dello Stato. Il tutto in un contesto geopolitico in cui la capacità di produrre sistemi avanzati è diventata una priorità strategica. Il partner scelto è Turgis Gaillard, azienda francese della difesa fondata nel 2011. Tra i suoi prodotti spicca AAROK, un drone di grandi dimensioni, lungo circa venti metri, progettato per missioni a lunga autonomia.
Nuovo progetto per Renault riguardo la realizzazione di droni militari
Secondo quanto riportato da La Tribune, la collaborazione dovrebbe concretizzarsi in una joint venture paritaria chiamata Chorus. Sempre il quotidiano francese parla della possibilità di sviluppare un drone tattico con un’apertura alare di circa dieci metri. Le cifre ipotizzate sono impressionanti: si parla di una capacità produttiva che potrebbe arrivare fino a 600 unità al mese entro il primo anno di attività. Numeri che, se confermati, segnerebbero un cambio di passo notevole nel modo in cui l’industria europea affronta la produzione di sistemi militari.
Renault, dal canto suo, mantiene una certa prudenza. Non sono state confermate ufficialmente né le sedi produttive coinvolte, né il tipo di impiego finale dei droni. Tale cautela non sorprende, considerando la delicatezza del tema e il dibattito etico e politico che accompagna sempre più spesso le tecnologie militari. Secondo le informazioni diffuse è evidente che sta prendendo forma un’iniziativa che potrebbe ridisegnare i confini tra industria civile e militare. Ciò dimostrando come competenze nate per costruire automobili possano essere riconvertite in strumenti di un nuovo scenario strategico.
