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Con DWARFLAB Draco il concetto di telescopio smart fa un salto piuttosto netto, perché qui si parla di 90mm di apertura e di una focale equivalente da 1200mm in modalità astronomica, numeri che fino a poco tempo fa appartenevano a strumenti da osservatorio vero e proprio. Il nuovo modello di punta del marchio è già in preordine in Italia, e la filosofia resta quella di sempre: si controlla tutto dallo smartphone, il puntamento degli oggetti avviene in automatico e le foto di nebulose e galassie arrivano senza bisogno di anni di gavetta sotto le stelle. Solo che stavolta la dotazione tecnica è di un altro livello.
Il cuore del sistema sono due sensori da 50,33 MP ciascuno. Il primo è un teleobiettivo con apertura da 90mm, focale di 340mm (i 1200mm equivalenti citati sopra) e un campo visivo di 2,06 gradi. Il secondo è una grandangolare con focale equivalente di 23,3mm e un campo visivo largo 85,74 gradi. Entrambi adottano il formato 1/1.3 pollici, lo stesso del Seestar S50 Pro presentato di recente, e il confronto con il DWARF Mini rende bene l’idea del divario: là dentro ci sono sensori da 1/2,8 pollici con risoluzione massima di 1920×1080.
Due obiettivi che lavorano insieme, più uno per la guida
I due obiettivi non si alternano, lavorano in parallelo. Mentre il tele scava nel cielo profondo, la grandangolare riprende la scena più ampia e restituisce il contesto in cui si trova l’oggetto inquadrato. C’è poi un terzo sensore, da 4,09 MP in monocromatico, dedicato solo alla guida astronomica.
Il dato che colpisce di più, però, riguarda l’esposizione: fino a 300 secondi per singolo scatto, cinque minuti pieni, contro i 90 secondi del DWARF Mini e i 60 secondi del DWARF 3. Più luce raccolta significa strutture e dettagli che le esposizioni brevi semplicemente non vedono. La modalità equatoriale è integrata nel corpo macchina, senza montature aggiuntive da comprare a parte: la base metallica si inclina nella posizione corretta seguendo le indicazioni dell’app. Il sistema di guida tiene fermi gli oggetti nel fotogramma durante le lunghe esposizioni, frame dopo frame. Ci sono anche il mosaico automatico, con espansione fino a 1,8x in larghezza e altezza per un campo visivo circa tre volte più grande, e il Multi Night Mega Stacking, che combina dati raccolti in sessioni diverse.
Standard o SHO, la differenza sta nei filtri
Il Draco arriva in due varianti. L’Edizione Standard integra il filtro per il cielo profondo (Astro, 440-680nm), il Dark Frame, un Dual Narrowband Hα+OIII con bandpass di 13nm e un filtro ND per l’osservazione solare da remoto. L’Edizione SHO aggiunge un secondo Dual Narrowband, questa volta S II+OIII, sempre con bandpass di 13nm. I due filtri narrowband entrano in azione in sequenza automatica e raccolgono dati reali nei canali S II, Hα e OIII, poi il software elabora tutto da solo e sputa fuori le classiche immagini in palette Hubble, quelle blu e oro, con un singolo tocco. Roba che di norma richiede setup astrofotografici molto più complessi e costosi.
Sul fronte connettività c’è il supporto USB Ethernet per installazioni remote stabili, il controllo a distanza tramite il servizio PhotonLink, lo scatto programmato notturno e lo streaming RTSP. La batteria integrata è da 10.000 mAh, la memoria interna da 128GB, e non mancano Wi-Fi, Bluetooth e NFC per l’avvio immediato dall’app. Dell’elaborazione on device si occupa una NPU da 6 TOPS. Il peso, 5,5 kg, chiarisce che non è uno strumento da infilare nello zaino come il DWARF Mini ma qualcosa da postazione fissa o da trasporto pianificato.
Prezzi e tempi di spedizione
Il preordine è aperto su dwarflab.com: l’Edizione Standard costa 1.399 euro contro un listino di 1.499 euro, la versione SHO 1.569 euro contro 1.669 euro. L’offerta di lancio resta valida fino al 14 settembre 2026, gli ordini di settembre verranno spediti entro due mesi. La garanzia è di due anni, con supporto a vita dichiarato dal produttore.








