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Chi si aspettava che DLSS 5 fosse il salto generazionale definitivo si ritrova davanti a numeri che raccontano tutt’altra storia: la nuova tecnologia di neural rendering di Nvidia migliora davvero la resa visiva, ma si mangia metà delle prestazioni anche sulla scheda più veloce in commercio. Il caso limite riguarda RTX 5090, che nel primo gioco con supporto ufficiale perde oltre il 50 per cento del frame rate. E il trucco preferito di Nvidia, la generazione di fotogrammi, questa volta non basta a rimettere le cose a posto. Il titolo in questione è NBA 2K27, al momento l’unico con supporto ufficiale a DLSS 5, accompagnato dal driver rilasciato da Nvidia il 3 settembre poco prima del lancio. Sul piano estetico l’implementazione è stata giudicata sobria e ben calibrata, con un lavoro convincente su atmosfera, personaggi e oggetti, soprattutto per quanto riguarda tono e profondità. Il problema arriva quando si guardano i grafici.
Numeri che fanno male: RTX 5090 dimezzata in 4K
Nei test, RTX 5090 passa da 128,4 FPS in 4K a 62,7 FPS con DLSS 5 attivo. Un calo del 51,2 per cento sulla scheda consumer più potente sul mercato, che già di per sé sarebbe una notizia. Il dato curioso è che l’ammiraglia non rappresenta nemmeno il caso peggiore.
RTX 5080 incassa una perdita del 58,4 per cento sempre in 4K, fermandosi a 42,6 FPS, quindi ben sotto la soglia psicologica dei 60 FPS. Sulla Blackwell più economica il colpo risulta più contenuto, ma va letto con attenzione: la prova è stata condotta a 1080p con preset alto anziché ultra. Una spiegazione plausibile c’è, ed è di tipo strutturale: DLSS 5 sembra avere un costo fisso legato alla risoluzione di output, ipotesi che regge bene guardando proprio i risultati di RTX 5060.
Consumi alle stelle e connettori sotto pressione
Per una funzione così pesante dal punto di vista computazionale, era logico attendersi conseguenze anche sui consumi. E infatti attivare il passaggio di neural rendering rende l’ammiraglia Blackwell decisamente più assetata, mentre il frame rate crolla. Va precisato che la build testata in questo caso era un’iniezione tramite mod OptiScaler, quindi una versione implementata direttamente dagli sviluppatori con il framework Streamline di Nvidia potrebbe pesare meno. I numeri comunque parlano chiaro. In Hogwarts Legacy una MSI Lightning Z RTX 5090 passa da 480W a 720W con DLSS 5 attivo, ovvero un balzo del 50 per cento. La Founders Edition della stessa scheda sale da 417W a 547W, con un incremento del 31 per cento. In Control la Lightning Z schizza da 691W a 802W. In Cyberpunk 2077 con path tracing la Founders Edition passa da 482W a 551W, apparentemente un modesto 14 per cento, se non fosse che quella scheda non può superare i 575W per via di un limite fisso di potenza. La Lightning Z, nello stesso scenario, sale da 580W a 723W. Tradotto: più calore, più corrente e il rischio concreto di spingere alcune varianti oltre quanto i connettori 12V 2×6 sono progettati per reggere.
Il Multi Frame Generation arriva troppo tardi nella catena
La domanda sorge spontanea: con il Multi Frame Generation 6x, una delle funzioni bandiera di Blackwell, non si recupera tutto? Non proprio. Il punto sta in dove si colloca il modello nella pipeline. DLSS 5 lavora dopo l’upscaling ma prima della generazione di fotogrammi, quindi la base su cui MFG interpola è il frame rate già dimezzato, non quello originale.
Il contatore può sicuramente salire, ma a quel punto entra in gioco la latenza. Con MFG 4x attivo sono stati misurati tra 50 e 60 ms di latenza PC su RTX 5090 e oltre 60 o 70 ms su RTX 5080 e RTX 5060. Uno scenario diverso da quello raccontato da Nvidia, che ha sempre presentato la tecnologia come un moltiplicatore da applicare a un frame rate di partenza già solido. Allo stato attuale, con Blackwell, il neural rendering chiede più energia e restituisce meno fotogrammi. Per adesso DLSS 4.5 resta la scelta più sensata.
Fonte: TecnoAndroid








