Il presunto dispositivo AI di SpaceX più sottile di un iPhone continua a tenere banco, e a rendere la storia ancora più intrigante ci ha pensato Elon Musk in persona. La sua smentita rapida, quasi immediata, non ha placato nulla. Anzi. Ha alimentato ancora di più i sospetti attorno a un apparecchio pensato per il grande pubblico che xAI, la società controllata da SpaceX, starebbe preparando per sfidare apertamente OpenAI sul terreno dei prodotti di consumo legati all’intelligenza artificiale.
Sappiamo già che OpenAI lavora su diversi dispositivi AI destinati agli utenti finali. Ma qui la vicenda si complica. Secondo quanto emerso, SpaceX avrebbe mostrato un proprio apparecchio segreto a un gruppo ristretto di investitori prima della sua quotazione in borsa avvenuta il mese scorso. E la smentita fulminea di Musk non basta a spegnere le chiacchiere.
Un design elegante e un chip Snapdragon sotto la scocca
Partiamo dall’inizio di questa storia. Poco tempo fa è circolato un resoconto piuttosto stuzzicante che descriveva un dispositivo AI di consumo mostrato da SpaceX a una cerchia selezionata di investitori e altri portatori di interesse in vista dell’IPO. Non si sa granché di questo prodotto misterioso, ma le informazioni disponibili parlano di un design curato, elegante, tanto da risultare più sottile di iPhone.
Sotto la scocca ci sarebbe un chip Snapdragon, e il tutto girerebbe su un sistema operativo proprietario che sfrutta la tecnologia di xAI. Un pacchetto che, se confermato, punterebbe dritto a ridefinire il modo in cui le persone interagiscono con l’intelligenza artificiale. Almeno sulla carta.
Poco dopo, però, è arrivata la smentita di Musk, netta e senza margini di interpretazione. E qui scatta il ragionamento che in molti hanno fatto. Se SpaceX sta davvero cercando di recuperare terreno sulle ambizioni di OpenAI nel settore dei dispositivi, avrebbe tutto l’interesse a tenere la cosa nascosta, per non allertare Sam Altman, che resta il grande rivale dichiarato di Musk.
Cosa bolle in pentola dalle parti di OpenAI
Sul fronte opposto, OpenAI ha diversi progetti in cantiere. Tra questi ci sono degli auricolari alimentati dall’AI con il nome in codice interno “Sweetpea”, che però potrebbero arrivare sul mercato con il marchio “Dime”, e un altro dispositivo dalla forma simile a una penna, identificato internamente come “Gumdrop”.
Detto questo, l’analista molto noto per le sue previsioni sul mondo Apple, Ming-Chi Kuo, ha rivelato lo scorso aprile che OpenAI avrebbe messo temporaneamente in freezer la sua gamma di dispositivi di consumo. La priorità, adesso, sarebbe un vero e proprio smartphone alimentato dall’intelligenza artificiale.
Sempre secondo Kuo, sarebbe Luxshare il probabile assemblatore principale di questo smartphone di OpenAI, un prodotto che sembra destinato a sfidare il dominio di iPhone. L’analista ha aggiunto che OpenAI avrebbe scelto una versione personalizzata del futuro chip Dimensity 9600 di MediaTek come processore per il suo telefono.