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Un nuovo pulsante dentro Gboard sta prendendo forma nei laboratori di Google, e promette di accorciare di parecchio la strada che separa un messaggio vuoto da un messaggio pieno di roba: emoji usate poco prima, contatti, testo copiato negli appunti. Si chiama Quick insert, cioè inserimento rapido, e per ora vive nelle pieghe del codice dell’app, già funzionante ma non ancora ufficiale.
Chi usa uno smartphone tende a dividersi in due categorie. Ci sono quelli che non hanno mai dedicato un secondo di attenzione alla tastiera installata sul telefono, la usano e basta, e poi ci sono quelli che sulle tastiere hanno moltissime opinioni, spesso molto precise. Per entrambe le categorie la tastiera di Google resta un punto di riferimento, perché continua ad aggiungere pezzi anno dopo anno. L’ultimo arrivato in ordine di tempo è il supporto alla lingua dei segni, comparso con la serie Pixel 11.
Come funziona l’inserimento rapido su Gboard
L’idea dietro Quick insert è semplice e per questo interessante: un unico punto di accesso a tutto quello che, statisticamente, un utente vuole infilare in una conversazione. Le emoji recenti, tanto per iniziare, quelle che si finisce sempre per riutilizzare nelle stesse chat. Poi i contatti, utili quando serve passare un numero o un nome senza uscire dall’app di messaggistica. E ancora il contenuto degli appunti, il famoso copia e incolla che su Android è comodo ma richiede comunque qualche passaggio in più del necessario.
Il dettaglio che colpisce è la capacità di pescare materiale da diverse parti del dispositivo, non soltanto dall’interno della tastiera stessa. In pratica Gboard diventerebbe una specie di piccolo hub, un cassetto da aprire mentre si scrive senza dover saltare da un’applicazione all’altra. Chi manda decine di messaggi al giorno sa bene quanto tempo si perde in quel tipo di navigazione, tra uscite e rientri, schermate che si chiudono e testi che a volte si perdono per strada.
Un dubbio ancora aperto sulla tastiera di Google
Resta un punto interrogativo non piccolo, e riguarda la convivenza con quello che già esiste. La tastiera Google offre da tempo diverse modalità di inserimento, dalla barra degli strumenti in alto ai pannelli dedicati a emoji, GIF e adesivi, passando per la gestione degli appunti. Non è chiaro come Quick insert si incastrerà in questo ecosistema già abbastanza popolato: potrebbe sostituire alcune scorciatoie, affiancarsi a loro, oppure riorganizzare l’accesso in un punto solo. Su questo, per il momento, non ci sono indicazioni.
Il fatto che la funzione sia già operativa nel codice, però, dice qualcosa. Non si tratta di una stringa buttata lì per caso o di un nome senza nulla dietro, ma di un meccanismo che risponde ai comandi e recupera davvero i contenuti. Nel percorso tipico delle novità di Gboard questo è lo stadio in cui una funzione smette di essere un esperimento e comincia ad assomigliare a qualcosa di destinato al pubblico, anche se i tempi restano indefiniti e Google non ha mai avuto problemi ad abbandonare per strada idee arrivate anche più avanti di così.
Nel frattempo l’app continua a crescere in direzioni diverse, dalle scorciatoie di scrittura fino alle modalità di input più specialistiche pensate per l’accessibilità. Il supporto alla lingua dei segni introdotto con Pixel 11 va esattamente in quella direzione, allargando il concetto stesso di tastiera oltre i tasti. Quick insert lavora invece sull’altro fronte, quello della velocità pura, dei secondi risparmiati in ogni singolo messaggio.










