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Dal Future Games Show arriva la presentazione di Dioxide, uno sparatutto con elementi soulslike che porta la firma di Byte Barrel, lo studio già noto per Forgive Me Father. Il gioco si è mostrato con un trailer dedicato al gameplay, e già dalle prime sequenze mette in chiaro il tipo di esperienza a cui punta, cioè un mix piuttosto diretto di combattimenti frenetici, estetica marcata e meccaniche che ruotano attorno al morire e al tornare in gioco.
L’ambientazione è un futuro distopico, di quelli in cui l’umanità ha smesso da tempo di contare qualcosa. Il mondo è finito sotto il controllo di una Corporazione spietata, e gli esseri umani sono ridotti a numeri, sacrificabili e sostituibili senza troppi problemi. In questo scenario si muove la protagonista, una combattente che entra in possesso di un dispositivo capace di riportarla in vita dopo la morte. Un dettaglio che, come si può immaginare, la trasforma immediatamente in un problema per chi comanda.
Una minaccia da eliminare a qualsiasi costo
Da quel momento la donna diventa un bersaglio, una minaccia che la Corporazione vuole cancellare a qualunque prezzo. Il risultato è una lotta per la sopravvivenza, condotta con un arsenale ampio e con nemici che diventano progressivamente più pericolosi e più numerosi. Il ritmo che emerge dal trailer di Dioxide è quello classico degli sparatutto che non lasciano respirare, con la variabile della rinascita che aggiunge un livello ulteriore alla gestione dello scontro.
Non si tratta però soltanto di farsi strada sparando. Nel corso dell’avventura ci sarà da aiutare le persone in difficoltà a fuggire, con l’obiettivo di costruire un rifugio sicuro per quel che resta dell’umanità. E qui entra in scena una scelta piuttosto crudele, perché quelle stesse persone possono essere sacrificate per acquisire nuove abilità, oppure protette imboccando una strada decisamente più tortuosa. Una struttura che lega il progresso del personaggio a decisioni morali concrete, senza vie di mezzo particolarmente comode.
Sangue in abbondanza e stile cel shading
Sul piano visivo, il trailer punta molto sulla grafica in cel shading, una scelta stilistica che richiama abbastanza chiaramente l’immaginario di Borderlands. Contorni marcati, colori accesi, quel gusto un po’ fumettistico che si sposa bene con l’idea di un mondo esagerato e sopra le righe. La differenza sta nel sangue, presente in quantità notevole ogni volta che il fucile della protagonista trova un bersaglio. Il contrasto tra l’estetica cartoon e la violenza esplicita è probabilmente uno degli elementi più riconoscibili del progetto.
Byte Barrel arriva a questo lavoro con un percorso già definito nel campo degli sparatutto dallo stile marcato, e Dioxide sembra muoversi sulla stessa lunghezza d’onda, aggiungendo però quella componente soulslike che sposta un po’ gli equilibri. Non un souls in senso stretto, ma un impianto in cui la morte fa parte del meccanismo e non rappresenta soltanto una punizione.
Piattaforme e tempistiche
Al momento non c’è una data di uscita ufficiale, e il gioco risulta previsto unicamente su PC. Nessuna indicazione, quindi, su eventuali versioni per console, almeno per adesso. Il Future Games Show, che ha ospitato la presentazione, tornerà comunque con tre nuovi appuntamenti in occasione della Gamescom, un’occasione in più per vedere altro materiale su questo e su altri progetti. Per ora resta il trailer di gameplay come unico riferimento concreto, con il suo arsenale, i suoi nemici a ondate e quella Corporazione che ha tutta l’aria di essere un antagonista particolarmente insistente.










