In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Con la berlina Z9S firmata Denza, il marchio premium di BYD, arriva sul mercato cinese un’auto elettrica che sposta l’asticella dell’autonomia a livelli finora mai visti: fino a 1.100 km dichiarati nel ciclo CLTC, che diventano 891 km secondo il più severo standard WLTP. Numeri che da soli basterebbero a far parlare gli addetti ai lavori, ma che qui si accompagnano a una scheda tecnica da vera supercar elettrica e a un prezzo che, visto dall’Europa, sembra quasi uno scherzo.
Le linee della Denza Z9S richiamano da vicino quelle della Porsche Taycan, con un profilo sinuoso e una postura da berlina medio grande. Tre le configurazioni disponibili, con propulsione elettrica a singolo motore oppure a tre motori. In Cina i listini vanno da 255.800 a 325.800 yuan, cioè all’incirca tra 33.000 e 42.100 euro. Il dato interessante è che i prezzi di lancio risultano inferiori di circa 7.000 euro rispetto a quelli comunicati in fase di prevendita. Un posizionamento aggressivo, che va a pestare i piedi anche alla Tesla Model 3 prodotta in Cina, proposta tra i 235.500 e i 339.500 yuan.
Design, tecnologia e abitacolo della Z9S
Il frontale punta tutto su una bocca centrale ampia, un cofano scolpito e fari sdoppiati di nuovo disegno. Sul tetto trova posto un modulo LiDAR, mentre davanti c’è un bagagliaio da 120 litri che amplia la capacità di carico complessiva. Le misure parlano chiaro: 5.090 mm di lunghezza, 1.980 mm di larghezza, 1.490 mm di altezza e un passo generoso di 3.025 mm.
Dietro spiccano gruppi ottici sottili e uno spoiler elettrico attivo. Sette le tinte esterne previste, con cerchi da 19 o 20 pollici. Dentro l’abitacolo la tecnologia abbonda: display centrale flottante da 17,3 pollici, quadro strumenti digitale da 13,2 pollici e un head up display da 50 pollici. I materiali seguono lo stesso registro, con sedili in pelle Nappa, rivestimento del tetto in Alcantara e inserti metallici.
Curiosa la soluzione pensata per il passeggero anteriore, un pannello magnetico su cui fissare accessori come tablet o custodie. Chi siede dietro dispone invece di uno schermo da 7 pollici integrato nel bracciolo, utile per gestire climatizzatore, intrattenimento e regolazione dei sedili. Il pacchetto di assistenza alla guida si chiama God’s Eye 5.0 e copre la navigazione autonoma in città e in autostrada, oltre alla frenata automatica d’emergenza e all’assistenza alla sterzata d’emergenza. Presente anche il controllo intelligente delle sospensioni pneumatiche DiSus A.
Potenza e autonomia da record per BYD
Il telaio è ibrido, acciaio e alluminio, con una quota di acciaio ad alta resistenza e alluminio pari al 91,1%. Nella versione a motore singolo con trazione posteriore la potenza si ferma a 370 kW, ovvero 496 CV, che già non è poco. La variante trimotore a trazione integrale sale invece a 890 kW, cioè 1.194 CV combinati. Lo scatto da 0 a 100 km/h del modello top di gamma si esaurisce in 2,68 secondi.
Il cuore del progetto resta però l’accumulatore. La Z9S monta la batteria Blade di seconda generazione sviluppata da BYD, declinata in tre tagli che nel ciclo CLTC garantiscono rispettivamente 780 km, 920 km e 1.100 km. Tradotti in WLTP, lo standard di riferimento europeo, i valori diventano 632 km, 745 km e 891 km. Anche prendendo il dato più prudente, si parla comunque di percorrenze che ridimensionano parecchio il discorso ansia da ricarica.
Il quadro che ne esce è quello di una casa di Shenzhen decisa a giocare la partita sul doppio fronte della tecnologia di ultima generazione e delle prestazioni estreme, senza però rinunciare a un listino che in Cina resta sorprendentemente contenuto per una vettura di questa categoria. Se un modello simile arrivasse alle nostre latitudini, le cifre sarebbero inevitabilmente ben altre.
Fonte: TecnoAndroid








