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Deepfake: un caso recente promuove un finto farmaco

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DeepfakeDi recente si è verificato un nuovo caso di deepfake. Protagonista è stata Silvia Sacchi, giornalista RAI, inserita in un video manipolato con tale tecnologia. Il filmato mostra un falso servizio giornalistico, accanto a due autorevoli figure del mondo scientifico. Si tratta del farmacologo Silvio Garattini e la professoressa Cristina Cattaneo. Nel video, i tre sembrano partecipare a un servizio televisivo in cui si mettono in dubbio l’efficacia e la sicurezza dei vaccini anti-Covid, arrivando perfino a promuovere un presunto farmaco miracoloso capace di “neutralizzarne” gli effetti collaterali. Nulla di tutto ciò è reale, se non il danno che tale contenuto ha provocato.

Video deepfake promuove soluzioni alternative ai vaccini

Il filmato, condiviso su piattaforme come Facebook e X, è stato ideato per instillare paura e sfiducia nei confronti della campagna vaccinale. Il tutto con l’obiettivo finale di vendere un prodotto online dal valore terapeutico nullo. Tale schema si ripete con inquietante regolarità. L’uso di figure credibili, ambientazioni realistiche e montaggi curati serve a dare una parvenza di autenticità.

Il fenomeno dei deepfake si sta espandendo con preoccupante rapidità. Proprio per tale motivo, sul piano legislativo, qualcosa si muove. Il governo ha approvato un disegno di legge. Il quale introduce l’articolo 612-quater nel codice penale. Quest’ultimo penalizza la diffusione di deepfake con pene fino a cinque anni di carcere. Inoltre, si stabilisce l’obbligo di marcatura dei contenuti manipolati e responsabilità specifiche per le piattaforme social. Quest’ultime, in particolare, sono chiamate a identificare e segnalare chi pubblica materiale ingannevole.

Infine, il Garante della Privacy ha reso disponibile una guida dettagliata. Il cui obiettivo è aiutare i cittadini a difendersi dalle manipolazioni digitali. Ciò considerando soprattutto il loro diventare sempre più sofisticate. Con casi come quello che ha coinvolto Silvia Sacchi è evidente che il deepfake rappresenta un vero pericolo. Si tratta di una minaccia presente e concreta che richiede una nuova consapevolezza collettiva.

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