Un deepfake nato durante una partita di calcio ha trascinato Jan Weitzel in una notorietà che non aveva mai cercato. Il tifoso tedesco, 43 anni, si è ritrovato al centro di una bufera online dopo che una sua foto, scattata mentre seguiva la Germania, è stata manipolata con l’intelligenza artificiale per fargli assumere le sembianze di Adolf Hitler. Tutto questo accade durante la prima Coppa del Mondo di calcio dell’era dell’AI, ospitata da Canada, Stati Uniti e Messico, dove tecnologia e sport si intrecciano in modi che fino a poco tempo fa sembravano fantascienza.
L’immagine originale arrivava dalle riprese televisive della gara vinta 7-1 contro Curaçao a Houston. Pochi istanti in diretta, niente di particolare. Eppure quel fotogramma è bastato a chi voleva costruirci sopra qualcosa di tossico. La foto è stata estratta, ritoccata con l’AI e diffusa sui social con una didascalia velenosa: “I tifosi tedeschi festeggiano il rigore di Kai Havertz”. Nel giro di pochissimo tempo il post ha superato il milione di visualizzazioni.
La denuncia e le indagini dell’FBI
Weitzel era allo stadio insieme al figlio, e mai si sarebbe immaginato di finire vittima di un deepfake del genere. All’inizio non aveva nemmeno dato troppo peso alla cosa. Poi, vedendo quanto il contenuto stava girando in rete, ha deciso di muoversi sul serio. Ha presentato denuncia sia negli Stati Uniti che in Germania, e adesso anche l’FBI sta indagando sul caso.
A ricostruire come sono andate davvero le cose è stato il fact-check dell’agenzia tedesca DPA, che è riuscita a risalire all’immagine originale apparsa solo per qualche secondo in diretta TV. Un lavoro di verifica che ha smontato la manipolazione e restituito al tifoso la sua identità, quella vera.
Gli Stati Uniti, la patria dei contenuti manipolati
Il caso non sorprende più di tanto chi segue il fenomeno. Gli USA restano la vera culla dei deepfake, con circa la metà dei casi che arriva proprio da lì. E X è il social dove foto e video manipolati con l’intelligenza artificiale circolano con maggiore frequenza, spesso senza filtri e senza controlli adeguati.
Una cosa è usare l’AI per fabbricare sostenitori politici inesistenti, pratica già di per sé discutibile. Tutt’altra faccenda è sfruttare questa tecnologia per attività illecite o per colpire persone qualunque, come accaduto a Jan Weitzel. La Coppa del Mondo di calcio, vetrina globale seguita da milioni di occhi, diventa così anche un terreno fertile per chi vuole giocare sporco con immagini e identità altrui.