Il prezzo delle memorie DDR4 sta salendo così tanto da superare, in alcuni casi, quello delle più recenti DDR5. Sembra un paradosso, eppure è quanto sta accadendo sul mercato dei componenti, dove i moduli più datati vengono ormai venduti a cifre che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe immaginato. E la cosa curiosa è che questa tendenza non accenna a rallentare.
A guardare i numeri, il quadro è tutt’altro che rassicurante. I rincari che colpiscono le memorie RAM vanno avanti da mesi e adesso arrivano segnali ancora meno confortanti dalla filiera produttiva. Dopo l’ondata di aumenti che ha interessato le DDR5, tocca ora ai moduli di generazione precedente, quelli che in teoria dovrebbero costare meno per il semplice fatto di essere superati.
Rincari oltre il 50% previsti per il 2026
Le stime parlano chiaro. Per il 2026 si prevedono aumenti superiori al 50% sia per le memorie DDR4 sia per le ancora più vecchie DDR3. Un salto notevole, che supera abbondantemente le previsioni che circolavano solo qualche mese fa e che rischia di pesare parecchio sulle tasche di chi deve assemblare o aggiornare un computer. Il motivo, in fondo, è quasi banale. Man mano che i produttori spostano la loro attenzione verso le tecnologie più recenti, la disponibilità dei moduli più vecchi diminuisce. Meno offerta, stessa domanda, ed ecco che i prezzi schizzano verso l’alto. Chi possiede una macchina che monta ancora memorie DDR4 o DDR3 potrebbe quindi trovarsi davanti a un dilemma non da poco quando arriverà il momento di sostituire o ampliare la RAM.
La situazione, secondo i segnali che arrivano dal comparto, potrebbe restare tesa ancora a lungo. Non si tratta di un fenomeno passeggero destinato a rientrare nel giro di poche settimane, ma di una dinamica che rischia di accompagnare il mercato per buona parte dell’anno. E per gli utenti, soprattutto quelli con configurazioni meno recenti, questo significa dover fare i conti con costi che continuano a lievitare.
C’è poi un aspetto che rende tutto ancora più delicato. Chi ha un sistema basato su piattaforme ormai datate spesso non ha la possibilità di passare direttamente alle DDR5, perché servirebbe cambiare anche scheda madre e processore. Il risultato è che molti si ritrovano vincolati proprio a quelle memorie il cui prezzo sta salendo di più, senza vie di fuga particolarmente comode. Un incastro poco piacevole, che rende il momento tutt’altro che ideale per chi sperava di risparmiare puntando su componenti di vecchia generazione.