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La nuova Dacia Spring arriva sul mercato con una scelta che va controcorrente rispetto a quasi tutto il resto dell’industria: nella versione base non c’è nessuno schermo centrale sulla plancia. Niente monitor da dieci pollici, niente grafiche animate, niente menu da sfogliare mentre si guida. Solo un supporto per il telefono e i comandi al volante. Una decisione che, vista la direzione presa da praticamente ogni costruttore negli ultimi anni, suona quasi provocatoria. La logica dietro questa configurazione è semplice e molto in linea con la filosofia del marchio: perché far pagare al cliente un display quando ne possiede già uno perfettamente funzionante in tasca? La seconda generazione della piccola elettrica riprende quindi lo stesso approccio già visto sul modello attuale, con una dotazione di serie ridotta all’essenziale sull’allestimento d’ingresso.
Il sistema Media Control trasforma il telefono nell’infotainment
La Dacia Spring 2026 entry level adotta il sistema Media Control, una soluzione che sfrutta lo smartphone per navigazione, musica, radio, chiamate e in generale tutte le funzioni multimediali. Sulla plancia è presente un alloggiamento dedicato dove fissare il dispositivo, mentre i comandi al volante permettono di gestire le funzioni principali senza dover armeggiare continuamente con lo schermo del telefono.
Detto in altro modo: Dacia non ha eliminato l’infotainment, ha semplicemente deciso che se lo porti da casa il cliente. E non si tratta di un’idea nata apposta per questa generazione della Spring. Il marchio romeno adotta questa configurazione da diversi anni su buona parte della gamma, sempre sulle versioni d’accesso. Il principio non cambia mai: plancia semplice, nessuna elettronica superflua, sfruttamento di un dispositivo che l’automobilista ha già con sé. Va detto anche che nemmeno Dacia ha inventato l’acqua calda. Volkswagen aveva proposto qualcosa di molto simile parecchi anni fa con la city car up!, con un supporto per lo smartphone al centro della plancia e un’app dedicata. L’idea è tornata utile adesso, in un momento in cui il costo dell’elettronica di bordo pesa parecchio sul prezzo finale delle auto elettriche più economiche.
Quanto costa la Dacia Spring senza monitor centrale
Gli svantaggi di questa impostazione esistono e sono abbastanza evidenti. Se il telefono si perde, resta a casa sul comodino oppure ha la batteria quasi scarica, l’intero sistema di infotainment sparisce insieme a lui. Ed è comprensibile che una fetta consistente di clienti preferisca comunque un vero display integrato nella plancia, sempre pronto all’uso e indipendente da qualsiasi altro dispositivo.
Per chi la pensa così esiste ovviamente l’alternativa, che però costa. La versione più economica della Spring parte da 17.900 euro, mentre per avere il monitor centrale bisogna salire a 19.500 euro. In quel caso, però, il pacchetto non si limita allo schermo: arrivano anche i cerchi da 16 pollici, la telecamera posteriore, il sistema keyless e altre dotazioni che rendono il salto di prezzo un po’ più digeribile.
Il ragionamento di fondo resta comunque coerente con quello che Dacia fa da sempre sul resto della gamma. Mentre l’industria automobilistica ha passato anni a moltiplicare i display, a ingrandirli e a renderli praticamente impossibili da evitare anche sulle vetture più piccole, qui la risposta è di segno opposto. Uno schermo lo si ha già, tanto vale usarlo. Il risultato è un abitacolo che non somiglia a un negozio di elettronica su quattro ruote, con una plancia pulita e comandi fisici per le funzioni che contano. Una scelta che non piacerà a tutti, chiaramente, ma che permette di tenere il listino della Dacia Spring sotto una soglia che, nel panorama delle auto elettriche attuali, resta piuttosto rara.








