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Il successo di Phantom Liberty non basta a cancellare il disastroso debutto di Cyberpunk 2077. A dirlo senza giri di parole è Pawel Sasko, designer di CD Projekt Red, che a tre anni dall’uscita dell’espansione ha voluto fare il punto su un percorso tutt’altro che lineare. Oggi, nel 2026, il gioco di ruolo ambientato a Night City viene considerato uno dei grandi titoli di questa generazione. Eppure la memoria di quel lancio resta viva, anche dentro lo studio polacco.
Per capire il peso di quelle parole bisogna tornare a dicembre 2020. Dopo diversi rinvii Cyberpunk 2077 arrivò finalmente sugli scaffali e fu travolto dalle critiche. Bug a non finire, prestazioni disastrose e problemi tecnici diffusi trasformarono uno dei giochi più attesi di sempre in un caso da manuale di ciò che può andare storto.
Dalla caduta alla lunga risalita di Cyberpunk 2077
Il debutto non fu soltanto un pasticcio tecnico ma un vero e proprio disastro. Diversi negozi digitali arrivarono a offrire i rimborsi e Sony pubblicò addirittura un avviso sul PlayStation Store che sconsigliava l’acquisto del gioco su PS4. Una situazione quasi senza precedenti per una produzione di quel calibro.
Subito dopo l’uscita CD Projekt Red cominciò a sfornare patch e aggiornamenti a ritmo serrato, nel tentativo di sistemare i problemi di prestazioni e le magagne tecniche. Il vero punto di svolta arrivò con il corposo aggiornamento 1.5 pensato per le console di nuova generazione, che cambiò davvero la traiettoria del titolo. Poi toccò all’aggiornamento legato a Edgerunners, accompagnato dalla serie animata su Netflix, a chiudere il cerchio. A quel punto Phantom Liberty, uscita nel 2023 e accolta con grande entusiasmo, è stata la classica ciliegina sulla torta. Cyberpunk 2077 era tornato in forma, e il suo riscatto si poteva dire compiuto.
Nonostante questo il lancio originale resta una cicatrice nel curriculum dello studio. Ed è proprio questo il punto che Sasko ha voluto sottolineare.
Le parole di Pawel Sasko su Phantom Liberty
In un lungo post pubblicato su Twitter per celebrare i tre anni dell’espansione, il designer ha messo le cose in chiaro: “Non penso che Phantom Liberty cancelli il lancio di Cyberpunk 2077, e non vorrei mai raccontare la nostra storia in quel modo”. Un’ammissione che riconosce apertamente i problemi concreti vissuti dai giocatori che sei anni fa avevano pagato per un prodotto che non funzionava come avrebbe dovuto.
Sasko ha poi snocciolato anche qualche numero. “Phantom Liberty ha venduto finora più di 15 milioni di copie. Sono incredibilmente grato per questi risultati, ma ciò che mi resta di più dopo tre anni è quello che realizzare questa espansione mi ha insegnato sul dirigere i giochi, sul fidarsi delle persone, sul rendere le scelte significative, sul dare ai personaggi lo spazio per respirare e sull’accettare le cicatrici che derivano dal creare qualcosa di così difficile”, ha scritto.
Il riferimento alle scelte non è casuale. L’espansione è ricordata anche per il suo finale, costruito attorno a una decisione particolarmente dura da prendere per il giocatore. Proprio su questo aspetto lo sviluppo ha seguito un metodo curioso, perché secondo quanto spiegato dal responsabile del progetto CD Projekt Red ha lavorato a ritroso partendo dalla scelta finale di Phantom Liberty e ha riscritto le scene molte volte.
Fonte: TecnoAndroid








