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Cyberattacco ai supermercati francesi: frigoriferi fino a 80 °C

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Un cyberattacco ha preso di mira i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati francesi e ha spinto frigoriferi e congelatori a temperature del tutto incompatibili con la conservazione degli alimenti. Le catene coinvolte sono state costrette a gettare grandi quantità di prodotti freschi e surgelati. La procura di Parigi ha confermato l’accaduto e ha aperto un’inchiesta, ma al momento gli autori dell’offensiva restano senza volto.

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Come gli aggressori hanno preso il controllo del freddo

Gli impianti che mantengono freschi gli scaffali sono a tutti gli effetti computer collegati alla rete, ed è proprio da lì che è passata l’incursione nella notte tra domenica e lunedì. Il bersaglio concreto sarebbe Danfoss, azienda danese che produce impianti frigoriferi e rifornisce buona parte della grande distribuzione in Francia. È il suo software a gestire a distanza la catena del freddo nei negozi. Sfruttando alcune falle presenti in versioni datate del programma, gli aggressori hanno preso possesso dei refrigeratori, ne hanno alzato la temperatura interna e hanno avviato i cicli di sbrinamento. In circa sei ore i valori hanno raggiunto i 50 °C, quando in condizioni normali quella funzione resta attiva solo per un paio d’ore al giorno. Nel punto vendita Intermarché di Chauvigny la situazione è andata ancora peggio, con le celle frigorifere comandate da remoto fino a superare gli 80 °C.

Secondo Danfoss la maggior parte delle apparecchiature colpite rientra tra i prodotti ormai fuori supporto, che non ricevono più aggiornamenti software né patch di sicurezza. Tra questi figurano i regolatori AK SM800 e AK SC355, con una versione del primo che funziona ancora su un firmware obsoleto. L’azienda sostiene di aver raccomandato a lungo ai supermercati di sostituire o aggiornare quei modelli. La vulnerabilità del resto era nota da tempo. Ad agosto i ricercatori della società di sicurezza informatica Claroty l’avevano individuata nei sistemi del gruppo danese, che l’aveva poi corretta con un nuovo firmware. Le intrusioni avrebbero sfruttato versioni più vecchie, evidentemente mai aggiornate nei negozi presi di mira. Già nel maggio 2025 l’agenzia americana per la cybersicurezza CISA aveva segnalato una falla critica nei supervisori AK SM 800A precedenti alla versione R4.2, quando oltre 2.700 interfacce risultavano ancora raggiungibili online.

Le catene coinvolte e il conto dei danni

Le cifre sull’estensione dell’attacco arrivano dalle stesse insegne. Intermarché parla di un numero di negozi compreso tra 150 e 200, Coopérative U di quasi un centinaio, mentre altre stime indicano circa 300 punti vendita tra Intermarché e Netto. La procura ha aggiunto che sarebbero state colpite anche altre grandi catene. Tra queste viene citata E.Leclerc, prima catena di supermercati del Paese, dove lo sbrinamento sarebbe stato forzato a distanza in numerosi negozi, insieme a Carrefour Market, Monoprix, alcuni punti vendita Metro e diverse attività indipendenti, soprattutto macellerie. Nessuno di questi marchi però ha confermato ufficialmente il coinvolgimento. Il commissario europeo all’agricoltura e all’alimentazione Christophe Hansen ha condannato l’attacco nominando espressamente Leclerc tra le vittime.

In tutti i negozi Intermarché interessati l’intero reparto di freschi e surgelati finirà nella spazzatura. L’azienda non ha diffuso stime sulle perdite ma ha precisato che alcune polizze assicurative potrebbero non coprire un evento simile. Una fonte interna al settore ipotizza danni complessivi per diversi milioni di euro. A Haguenau, in Alsazia, un punto vendita Intermarché ha perso tutta la scorta di surgelati per un valore di circa 50mila euro, mentre in un E.Leclerc di Waselonne sarebbero andati perduti sia freschi sia surgelati, con un danno vicino ai 220mila euro. La procura di Parigi ha segnalato anche alcuni principi d’incendio e dovrà ora identificare le vittime e dimostrare il collegamento tra l’intrusione informatica e le merci perdute.

Istituzioni in allerta e responsabilità contese

Una fonte vicina al primo ministro Sébastien Lecornu ha riferito che l’ANSSI, l’agenzia francese per la cybersicurezza, aveva già individuato una vulnerabilità nel software di un’azienda danese e aveva contattato il fornitore. L’agenzia sta dialogando con le controparti europee, perché anche altri Paesi potrebbero essere esposti, e cerca altre imprese francesi da allertare per evitare che il problema si estenda. Il Groupement Mousquetaires, casa madre di Intermarché, sostiene invece che gli impianti erano gestiti da Danfoss e che spetterebbe a quest’ultima sporgere denuncia. Con i tecnici del freddo sono state create cellule di crisi e per la mattina di lunedì 12 ottobre era prevista una riunione con Danfoss e altri fornitori, tra cui Axima.

Dominique Schelcher, amministratore delegato di Coopérative U, ha definito l’attacco ai supermercati francesi “inedito” in un messaggio pubblicato su X. Colpire apparecchiature essenziali per conservare il fresco e garantire l’approvvigionamento alimentare dei francesi è per lui “di estrema gravità” e “inaccettabile”. Le squadre dell’azienda lavorano insieme ai frigoristi per rimettere in funzione gli impianti, mentre né le catene coinvolte né la procura hanno ancora indicato chi abbia orchestrato il cyberattacco.

Fonte: TecnoAndroid

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