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Con CONTROL Resonant il team finlandese di Remedy Entertainment si gioca una carta pesante, e lo fa nel modo meno prevedibile possibile. Il seguito del gioco più venduto nella storia dello studio, uscito nel 2019 e arrivato da poco oltre i sei milioni di copie, arriva il 24 settembre 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series S e X con un cambio di genere, di protagonista e perfino di scenario. Un azzardo, considerato che il budget è più contenuto rispetto ad Alan Wake 2 e che la scala del progetto, invece, è nettamente più grande.
Il contesto aiuta a capire la posta in palio. Control ci mise sedici mesi solo per toccare i due milioni di unità, e le vendite decollarono davvero soltanto dopo una lunga serie di sconti, il che significa ricavi ben inferiori a quelli di un tripla A che vende a prezzo pieno nelle prime settimane. Aggiungendo Alan Wake 2, che ha impiegato più di un anno per rientrare dei costi, e il debutto disastroso di FBC: Firebreak, il primo multiplayer cooperativo dello studio, il quadro è chiaro. Remedy ha bisogno di un successo commerciale, e il piano annunciato dall’ex amministratore delegato Tero Virtala parlava proprio di passare dalla sopravvivenza al successo.
CONTROL Resonant: due metà della stessa storia
Nel gioco, come nella realtà, sono passati sette anni. Dylan, rapito dal Federal Bureau of Control a dieci anni, era diventato un vascello consenziente dell’Hiss prima che la sorella Jesse lo ripulisse dalla corruzione lasciandolo vivo, seppur in coma. CONTROL Resonant parte esattamente da quel risveglio, in un momento pessimo per l’FBC. Dopo sette anni di isolamento l’Hiss e la Mold sono sfuggiti al contenimento, Jesse è diventata Direttrice ed è scomparsa, e The Board sceglie Dylan come alternativa migliore. Del resto era stato addestrato fin da bambino dal Dr. Darling.
Il senso di colpa è il vero motore narrativo. A Dylan vengono ricordati di continuo i 536 dipendenti dell’FBC morti in un solo giorno, e il parallelo con il rimorso di Jesse nel primo capitolo è evidente. Le due metà combaciano, tanto che il tutto funziona più come dittico che come sequel. Le tracce della sorella portano ai cosiddetti Faults, dimensioni parallele dove Jesse tenta di impedire il collasso della realtà, e chiuderli sblocca abilità di movimento oltre a frammenti sull’infanzia dei due fratelli. Ottimo il personaggio di Zoe De Vera, la referente sul campo collegata via radio, inizialmente diffidente e poi disposta a rischiare la carriera per proteggere Dylan dal capo della sicurezza Simon Arish.
Oltre a questo, però, la scrittura si dirada. Dopo più di trenta ore di gioco, su una durata che secondo Remedy può arrivare a cinquanta con le attività secondarie, i personaggi memorabili si contano sulle dita di una mano. Anche i World Events sparsi per le mappe stancano in fretta, tra nemici Apex da abbattere, Altered da inseguire, pacchi Air Drop da recuperare, Rangers dell’FBC da difendere e Mold da ripulire.
Mappa eccellente e combattimento tutto corpo a corpo
Il vero punto di forza è la Manhattan paranaturale, con segreti nascosti dietro enigmi intelligenti che ricompensano con casse di potenziamento, tre per ogni incremento di Salute o Potere, oppure con lore. Le leggi della fisica newtoniana qui non valgono più, i tetti diventano pavimenti e viceversa, e l’esplorazione si trasforma in un rompicapo continuo che sconfina anche negli scontri, con nemici piazzati in zone a gravità invertita.
Il combattimento è la rottura più netta con il passato, visto che il primo Control ruotava attorno alle armi da fuoco e questo è quasi interamente corpo a corpo, chiaramente ispirato a Devil May Cry ma semplificato. Niente parata, solo schivata, e la salute si recupera soltanto uccidendo. I nemici comuni ricompaiono all’infinito finché non vengono eliminati gli Heavies, mentre la barra Falter permette le esecuzioni e attiva Dominance, che aumenta i danni per qualche secondo. L’arma mutaforma, l’Aberrant, va configurata scegliendo forma base, secondaria e finisher, affiancata da poteri come Shield, Ignite e Push, alimentati dagli attacchi ravvicinati.
Fonte: TecnoAndroid








