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Nuovi dati sui consumi energetici in Italia
Se si corregge il dato grezzo considerando la differenza nei giorni lavorativi e le temperature più rigide, emerge un dato diverso. Ovvero un incremento del 0,6% nei consumi energetici. Ciò significa che, a parità di condizioni, la domanda di energia è effettivamente aumentata. A livello geografico, si è osservata una crescita dello 0,8% nel Nord e nel Centro Italia. Mentre nel Sud e nelle isole il consumo è rimasto invariato.
Se si estende l’analisi ai primi due mesi del 2025, si nota un aumento della domanda elettrica. Quest’ultima è pari all’1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato grezzo, non corretto per i fattori sopracitati, invece, suggerisce una lieve contrazione dello 0,5%. Tale discrepanza evidenzia quanto sia importante considerare determinati elementi per un’analisi accurata.
Analizzando le fonti energetiche, si osserva un aumento della produzione fotovoltaica (+10,4%). E di quella termoelettrica (+21,3%). Mentre risultano in calo l’idroelettrico (-7,5%) e l’eolico (-44,4%). Insieme al geotermico (-6,2%). Inoltre, è importante la continua riduzione della produzione da carbone (-42,3%).
Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, l’83,7% della domanda nazionale è stata soddisfatta tramite produzione interna. Mentre il restante 16,3% è stato coperto dalle importazioni. Per un saldo complessivo di energia scambiata con l’estero pari a 4,1 TWh. Si tratta di una netta riduzione del 33,6% rispetto al record di 6,1 TWh di febbraio 2024. Sono dati interessanti che evidenziano un panorama energetico complesso nella nostra Penisola.









