In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Il torio, risorsa abbondante e più stabile dell’uranio, consente un funzionamento a pressione atmosferica e un’elevata sicurezza. In caso di emergenza, il combustibile fuso defluisce in una camera di sicurezza dove si solidifica, isolando i materiali radioattivi. Il reattore è sigillato e sostituibile ogni dieci anni, evitando interventi di rifornimento e riducendo il rischio umano. L’autonomia, la silenziosità e l’efficienza di questo sistema fanno della nave un modello di riferimento per la marina civile del futuro.
Cina, il torio al centro della strategia energetica del futuro
Con questo progetto, la Cina consolida la sua leadership nel campo dell’energia nucleare avanzata e dei reattori modulari a torio, dopo il successo del reattore sperimentale operativo nel deserto del Gobi. L’obiettivo è sfruttare le vaste riserve nazionali di torio, situate in Mongolia Interna, per costruire una nuova generazione di impianti più efficienti, sicuri e sostenibili.
Il torio, oltre a produrre meno scorie rispetto all’uranio, garantisce un approvvigionamento duraturo e riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Gli scienziati cinesi hanno già dimostrato la conversione diretta del torio in uranio in un reattore a sali fusi, un passo fondamentale verso l’applicazione industriale. Insomma con questa nave, la Cina non solo rivoluziona il trasporto marittimo, ma lancia anche un messaggio. Ovvero che il torio è il combustibile del futuro, capace di alimentare una nuova era di energia pulita e indipendente.
Fonte: TecnoAndroid








