La truffa delle chiamate mute è tornata a colpire, e lo sta facendo in modo piuttosto capillare. Il nome dice già tutto: quando si risponde al telefono, dall’altra parte c’è solo silenzio. Nessuno parla, nessuno risponde. Nella maggior parte dei casi dietro questo fenomeno ci sono i call center, che utilizzano questa tecnica per velocizzare i contatti lanciando più chiamate in contemporanea mentre aspettano che si liberi un operatore.
Già di per sé non è una bella sensazione. Ma la faccenda si complica parecchio quando dall’altra parte non c’è un’azienda, bensì qualcuno che vuole approfittarsene con una frode ben congegnata. Il meccanismo scatta nel momento esatto in cui la vittima decide di richiamare quel numero. Magari spinta dalla curiosità, magari dalla preoccupazione di aver perso una chiamata importante. Ecco, è proprio questo il punto su cui contano i cybercriminali.
Perché richiamare è la mossa sbagliata
Il numero che compare sul display sembra a tutti gli effetti una numerazione nazionale. Sembra. Perché quando si richiama, scattano tariffe maggiorate che vengono scalate direttamente dal credito residuo oppure finiscono nella fatturazione mensile. Un meccanismo che ricorda molto da vicino la ormai nota truffa Wangiri. Nel caso delle chiamate mute, i numeri impiegati sono numerazioni premium: basta comporli una volta per ritrovarsi addebitati costi tutt’altro che simbolici.
Il trucco funziona sempre allo stesso modo. Fa leva su una cosa molto umana, cioè la curiosità di sapere chi abbia chiamato senza dire niente. Quel pensiero fastidioso che rimbalza nella testa, del tipo “ma chi era che non poteva parlare?”. È lì che casca l’asino, come si suol dire.
Come difendersi senza farsi prendere dal panico
La regola numero uno per proteggersi è tanto semplice quanto efficace: non richiamare. Punto. Sembra banale, e in parte lo è, ma nella pratica non sempre riesce facile resistere. Basta non lasciarsi travolgere dalla preoccupazione o da quel senso di curiosità che spinge a comporre di nuovo il numero. Certo, detto così pare la cosa più ovvia del mondo, però in certe situazioni è più facile a parole che nei fatti.
C’è però una buona notizia. Le numerazioni sfruttate dai malintenzionati spesso si riconoscono, perché vengono segnalate come possibile spam o potenziale truffa direttamente sullo schermo. Per questo, oltre alla prudenza, conviene fare sempre attenzione ogni volta che arriva una telefonata. Qualche domanda utile da porsi: il numero è tra i contatti salvati? Ha un aspetto sospetto, sconosciuto, di dubbia provenienza? Nel dubbio, meglio lasciar squillare e non rispondere. E se davvero fosse qualcosa di importante? Nessun problema. Chi ha bisogno di parlare richiamerà e si presenterà, spiegando chi è e cosa vuole. Le chiamate che contano, quelle vere, non si esauriscono mai in un singolo squillo silenzioso.


